HELLBOY 2 - THE GOLDEN ARMY

servizio di LUCA SVIZZERETTO

HELLBOY II - locandina(tratto da Nuovo Oggi di venerdì 4 luglio 2008) - Guillermo Del Toro ha un talento visionario che nessuno può mettere in discussione. Con il primo ‘Hellboy’ aveva dato a tutti un’idea delle sue potenzialità espressive, con il ‘Labirinto del Fauno’ aveva incantato, sorpreso e commosso il mondo intero, questo ‘Hellboy - the golden army’ è la consacrazione della sua abilità di regista e sceneggiatore.
Quello che non può non colpire di questo secondo capitolo di ‘Hellboy’ sono i costumi, i mondi che vengono creati, i mostri, i guerrieri, gli elfi, gli eroi. Ogni più piccolo particolare è studiato con quel pizzico di genialità che lo rende unico.
Il cinema ci ha regalato numerosi film fantasy o di supereroi e spesso, per quanto possano essere ben fatti, finiscono per assomigliarsi. Quello che crea Del Toro è diverso da ogni altro film. Le creature che troviamo nelle sue pellicole, compresa ovviamente questa, sono particolari, espressive, colorate, soprannaturali, spaventose, affascinanti e sopra ogni altra cosa, vive!
La storia in questione vede tornare in campo la squadra di eroi, costituita dal governo degli Stati Uniti e comandata dal diavolo rosso col cuore d’oro. Il mondo di ‘Hellboy’ dove il regno umano e quello della fantasia convivono in dimensioni diverse ma parallele e collegate tra loro è in pericolo. Prima che entrassero in guerra, gli umani e le creature che abitano i boschi convivevano tranquillamente, ma poi la guerra rovinò tutto, ed il Re delle creature per vincere la guerra si fece affiancare dalla Golden Army, un gruppo di soldati di ferro. Quando questi però persero il controllo ed iniziarono ad uccidere persone innocenti, il Re decise di spezzare la chiave che controllava l’esercito in tre parti e di seppellirle in luoghi diversi. Ora però, il Principe, figlio del Re, é intenzionato a ricomporla per annientare gli umani, e gli manca solo un pezzo. Helboy metterà su una squadra col compito di sconfiggere il Principe e le creature dei boschi per salvare dalla scomparsa l’intera umanità.
Dopo il grande successo riscosso da ‘Il labirinto del fauno’, Del Toro ha portato con se gran parte dello stesso cast tecnico per questo secondo capitolo di ‘Hellboy’. Non possiamo dargli torto dato il risultato visivo che ci troviamo davanti.
A metà tra supereroi e fantasy, ‘Hellboy’ è un prodotto certamente migliore di tanti usciti nello stesso periodo, con la pretesa di essere dei grandi blockbuster di successo. L’opera di Del Toro è certamente migliore dei vari ‘Hulk’ o ‘I fantastici 4′, che si possono trovare in circolazione. Migliore la sceneggiatura, lo script, i costumi, gli effetti speciali, le location reali e quelle create attraverso l’ausilio del blu screen.
Si tratta di un film che merita particolare attenzione tra gli appassionati, ma anche tra chi vuole andare al cinema a gustarsi un prodotto di genere ed è indeciso tra questo ed altro.
Applausi a scena aperta a Steele e Jones, sono loro i realizzatori di tutte le creature che troviamo nel film e dei loro movimenti. Dei veri e propri, lasciatecelo dire, capolavori, a cominciare dall’Angelo della Morte che lascia davvero senza fiato.
Per chi ha amato ‘Il labirinto del fauno’, anche questo film è da vedere. Off course.

HELLBOY II - foto angelo

Trailer Ufficiale del film

WANTED - SCEGLI IL TUO DESTINO

servizio di LUCA SVIZZERETTO

Wanted - locandina(tratto da Nuovo Oggi di venerdì 4 luglio 2008) - Prima che uscisse nei cinema, i produttori avevano definito ‘Wanted’ come il nuovo Matrix. Effettivamente qualcosa del capolavoro dei fratelli Wachowski c’è nella pellicola diretta dal russo Timur Bekmambetov. Specie nella prima mezz’ora di film, sembra di rivivere l’odissea di Neo alla scoperta della realtà. La famose pillole blu e rossa non compaiono ovviamente in ‘Wanted’ ma c’è qualcosa di molto simile. Nonostante questo non si tratta di una scopiazzatura ma di un prodotto assolutamente originale. Con un finale a sorpresa che è davvero molto azzeccato. Complimenti a Bekmambetov, che con attori di calibro internazionale, ma con un cast tecnico eslusivamente russo è riuscito a creare un film che non ha nulla da invidiare ai più grandi lavori Hollywoodiani, a cominciare dagli effetti speciali davvero strepitosi.
La storia è quella di Wesley, un ragazzo un pò sfortunato in vari settori della sua vita, che scopre da una donna, Fox, che gli si avvicina in un grande magazzino, che il padre che credeva morto quando lui nasceva, in realtà é morto la sera prima ed era a capo di una specie di seta che accorpava spietati killer. La donna gli propone, come unico erede, di seguire le orme del padre, di scegliere se vivere la sua vita come “agnello” o come “Lupo”.
Dietro alla trama c’è la filosofia di vita che gli abili sceneggiatori vogliono proporre al pubblico. Primo: ribellarsi alle regole non scritte che spesso la vita ci impone contro la nostra volontà. Un lavoro che non ci piace, una persona che riteniamo amica e che ci trama alle spalle, una donna che dice di amarci ed invece ci sfrutta e ci tradisce, un conto in banca che non ci aiuta di sicuro a guardare con ottimismo al futuro. Tutto questo può cambiare, bisogna guardarsi dentro, trovare la forza, reagire, lottare, combattere. In questo modo la realtà che noi la conosciamo può improvvisamente trasformarsi. Partendo da questo ‘insegnamento’ Bekmambetov realizza i sogni di ognuno di noi, anche se in modo estremo. Così ci possiamo licenziare dal lavoro insoddisfacente, dopo aver mandato al diavolo il nostro capo davanti a tutti i colleghi, possiamo spaccare una tastiera del computer sulla faccia all’amico che ci tradiva, possiamo farci vedere dalla nostra ormai ex in compagnia di una donna molto meglio di lei e farle capire cosa si è persa e gli errori imperdonabili che ha commesso nei nostri confronti, possiamo trovarci sul conto corrente tre milioni di dollari da un giorno all’altro.
Tutto questo è possibile, ci spiega Bekmambetov, perchè il nostro destino ce lo scegliamo noi. Attenzione però, una volta scelto il destino segue il suo percorso, la vita non perdona e prima o poi tutto torna. Così chi deve pagare paga, chiunque esso sia e qualunque sia la posta in palio.
Che la ruota gira per tutti lo sapevamo, ma ‘Wanted’ ce lo racconta nel modo più originale possibile. Ci spiazza, accellera il nostro battito cardiaco con inseguimenti mozzafiato, salti nel vuoto, proiettili in grado di curvare e ratti esplosivi.
Assolutamente da vedere, dopo aver allacciato le cinture di sicurezza. Il bianconiglio è pronto a condurci nuovamente nel paese delle meraviglie, questa volta però seduti sul carrello delle montagne russe.

Wanted - foto

Trailer Ufficiale del film

LA NOTTE NON ASPETTA - STREET KINGS

servizio di LUCA SVIZZERETTO

La notte non aspetta(tratto da Nuovo Oggi di venerdì 27 giugno 2008) - I ‘gangster-movie’ negli ultimi anni sembrano essere diventati di moda. Dal successo di Scorsese con ‘The Departed’, molti registi hanno deciso di cimentarsi con questo genere. I risultati si sono rivelati molteplici. Nella maggior parte dei casi ci siamo trovati davanti a pellicole mal riuscite, poco originali e prive di adrenalina. Parlando di lavori riusciti, ricordiamo ‘American Gangster’ e ‘I padroni della notte’.
Questo ‘La notte non aspetta’ non brilla certo per l’originalità della sceneggiatura. Di storie sui poliziotti corrotti ce ne hanno raccontate fin troppe, ma il cast è notevole e gli attori hanno dato tutti il massimo dell’impegno. Inoltre il ritmo della pellicola è vibrante e trascinante dal primo all’ultimo minuto.
Da sottolineare sono le prove di Keanu Reeves, nei panni di un antieroe che avrà modo di redimersi, e un bravissimo Hugh Laurie (il dottor House televisivo), nei panni dell’unico personaggio positivo presente nell’intero film.
La trama è molto semplice. Dopo la morte della moglie, Tom Ludlow (Keanu Reeves), un poliziotto del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, attraversa dei momenti di difficoltà. Oltretutto, viene coinvolto ingiustamente nell’omicidio di un suo collega, così, per venirne a capo, si trova costretto ad indagare su tutto ciò in cui aveva creduto in quel momento e su quelli che un tempo riteneva amici oltre che colleghi, per scoprire alla fine, tutto il marcio che si nascondeva dietro la facciata pulita del dipartimento.
David Ayer, passato alla ribalta come sceneggiatore di ‘The Fast and the Furious’, aveva debuttato come regista con ‘I giorni dell’odio’, non riscuotendo moltissimo successo. ‘La notte non aspetta’ è certamente un ‘poliziesco’ gradevole che piacerà al pubblico del botteghino, specie a quello che ama il genere.
La storia originale è tratta da un romanzo dello scrittore di successo Fame Ellroy, che ha partecipato anche alla sceneggiatura ed è già stato trasposto sul grande schermo più volte (”Indagine ad alto rischio”, “L.A. Confidential”, “Black Dahlia”).
Un’attacco affatto velato ai giochi di potere che si nascondono dietro una delle metropoli più grandi e caotiche del mondo: Los Angeles, la città degli angeli.

La notte non aspetta - foto

Trailer Ufficiale del film

SPECIALE ‘KUNG FU PANDA’: CONFERENZA STAMPA

servizio di LUCA SVIZZERETTO

Kung Fu Panda(tratto da Nuovo Oggi di giovedì 26 giugno 2008) - Quando gli abitanti della Valle della pace, sono minacciati da un temibile nemico, il leopardo Tai Lung, alcuni maestri di Kung Fu, cercano di trasformare il più pigro e lento abitante della valle, il panda Po, in un esperto maestro d’arti marziali, per poterlo contrapporre all’abilità di Tai Lung. Po, imbranato com’é, porterà lo scompiglio fra le rigide regole cui si attengono i maestri, ma alla fine, riuscirà ad imparare sia la disciplina, sia le tecniche necessarie per sventare la minaccia portata dal leopardo.
Questa la trama del film animato, diretto da Mark Osborne, John Stevenson, che in lingua originale ha un cast di doppiatori eccezionale, tra cui Jack Black, Jackie Chan, Dustin Hoffman, Lucy Liu, Ian McShane, Angelina Jolie, Michael Clarke Duncan, David Cross, Dan Fogler.
Mercoledì 25 giugno 2008 il produttore Jeffrey Katzenberg, Dustin Hoffman e Jack Black erano a Roma per presentare il film alla stampa, insieme a Fabio Volo, che nella versione
italiana da la voce al panda Po, il protagonista della pellicola, che in originale è doppiato da Jack Black.
Ma la vera star è il più anziano, il più carismatico dei quattro. Dustin Hoffman. Due volte premio Oscar, per Kramer contro Kramer e Rain Man. Il divo si concede qualche battuta: come quando spiega quali sono le caratteristiche che non gli piacciono del suo personaggio “il naso, e guarda caso non mi piace nemmeno quello che ho davvero”. O come quando spiega che, tra le fonti di ispirazione con cui si è avvicinato a questo personaggio, ci sono “i film di Godard e di Kubrick”.
Poi, il saggio Dustin, si fa più serio quando, ‘punzecchiato’ sulla sua famosa antipatia verso i film doppiati, rivela il grande rimpianto per non aver voluto girare La città delle donne di Federico Fellini, proprio a causa del non poter avere la sua voce originale: “Il mio è stato un grandissimo errore - ammette - davvero grave. E devo anche dire che fare il doppiatore in Kung Fu Panda mi è piaciuto moltissimo: per riuscirci, visto che non ero su un set reale, mi sono interamente affidato ai realizzatori (la pellicola è diretta da John Stevenson e Mark Osborne, n.d.r.). Questo è il ‘loro’ film”.
Seduto al suo fianco, Jack Black scherza sul suo ruolo di protagonista ‘vituale’: “Malgrado recitassi solo con la voce, avevo il corpo pieno di lividi per il kung fu!”. E poi racconta la sua passione giovanile per attori veterani “come questo mostro sacro che ho accanto (specie in ruoli di impianto teatrale come ‘Morte di un commesso viaggiatore’). O per il Jack Nicholson di Shining”.
Fabio Volo, che ricordando di venire da una famiglia di panettieri bresciani e di aver svolto lui stesso questo mestiere, spiega che proprio per questo motivo il personaggio di Po “è stato per me autobiografico”. Ha quindi parlato dell’esperienza di doppiaggio: “L’avevo già fatto per Ippopotomoz ma era un piccolo ruolo, qui ho dovuto imparare molto. In primo luogo, l’italiano: nelle prime prove, il mio era un panda bresciano”.
Le notizie più interessanti, sul futuro delle pellicole d’animazione, sono quelle che porta Jeffrey Katzenberg. “In dicembre - annuncia - spero di tornare qui, insieme al cast di doppiatori, per presentare Madagascar 2. Mentre a Pasqua 2009 uscirà il primo grande film fruibile esclusivamente in 3D: si chiama Monsters versus Aliens, è sarà una grande innovazione nel mondo del cinema. Paragonabile a quando, una settantina di anni fa, fu introdotto il colore”. Così, se la previsione si rivelerà giusta, preparatevi a sale cinematografiche tecnologicamente avanzatissime e agli occhiali con cui godersi la “terza dimensione”.

Kung Fu Panda - conferenza stampa

Kung Fu Panda - foto

Trailer Ufficiale del film

BOOGEYMAN 2

servizio di LUCA SVIZZERETTO

Boogeyman 2(tratto da Nuovo Oggi di giovedì 26 giugno 2008) - ‘Boogeyman 2′ è uno di quei rari casi in cui un sequel è migliore del prequel. ‘Boogeyman’ era interessante per la prima mezz’ora di film, perchè capace di terrorizzare il pubblico, poi diventava banale e poco credibile, imbottito di effetti speciali assolutamente incapaci di emozionare.
Questa pellicola, diretta da Jeff Betancourt, lascia completamente da parte il primo episodio e affronta l’idea dell’uomo nero da un’angolazione completamente diversa, quella dell’horror-thriller.
Una giovane donna tenta di confrontarsi con le sue paure, ma il risultato sarà sconcertante. Laura Porter si ricovera in un istituto per pazienti affetti da patologie mentali, per riuscire a superare il terrore del ricordo del brutale omicidio dei suoi genitori, a cui ha assistito quando era bambina. Al suo arrivo nella clinica, altri pazienti iniziano a morire nei modi più spaventosi, secondo le loro peggiori paure e fobie. Ben presto Laura si rende conto che Boogeyman è tornato!
Betancourt non si perde in troppi preziosismi ed in clamorose riflessioni sulle paure infantili, ma fin dalla prima scena passa al sodo. Il suo obiettivo è quello di spaventare e si attiene a questa specifica. Per questo, fin da subito, veniamo proiettati nella casa dei due bambini a cui l’uomo nero massacra i genitori, in una scena da classico del cinema dell’orrore.
Dopo poco la protagonista si rinchiude nella buia e claustrofobica clinica psichiatrica e da questo momento la serie di delitti non si fermerà più fino alla fine della storia, tra scene splatter, inseguimenti in lunghissimi corridoi e momenti ad altissima tensione.
Non mancano i riferimenti a classici del cinema di genere, da ‘Nightmare’ a ‘Venerdì 13′, che certamente rendono lo script meno originale, ma probabilmente molto più snello.
‘Boogeyman 2′ è ben orchestrato, non cade nel ridicolo e non lascia molte pause allo spettatore. La sua forza è nel ritmo coinvolgente, quasi costante. Non ci si annoia, non si perde il filo della narrazione, non ci sono particolari buchi nella sceneggiatura e non si cerca di dare qualche insegnamento o qualche riflessione sociale. Lo scopo è quello dell’entertaiment puro e Betancourt, con il giovanissimo cast, ci riescono benissimo.
Un horror da gustare ghiacciato, specie con le impossibili temperature estive.

Boogeyman 2 - foto

Trailer Ufficiale del film

SPECIALE ‘UN’ESTATE AL MARE’: INTERVISTE AI PROTAGONISTI

speciale a cura di GIANLUCA MEOLA, LUCA SVIZZERETTO

riprese STEFANIA CAMBIOTTI

UN’ESTATE AL MARE

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di mercoledì 25 giugno 2008) - ‘Un’estate al mare’ è un tuffo nel passato del cinema italiano fine anni ‘70, quando era proprio l’estate il momento di sfornare film d’intrattenimento italiani, quando i protagonisti restavano chiusi negli ascensori e i bagnanti spiavano le belle donne che si cambiavano nelle cabine della spiaggia. Un chiaro omaggio al cinema di Dino Risi, al primo Lino Banfi, Alberto Sordi, a film come ‘Le strane occasioni’ e ‘Ada mia’.
Simpatico e gradevole l’episodio che vede protagonisti Nancy Brilli ed Enrico Brignano. Travolgente come sempre la comicità romana di Enzo Salvi, per la prima volta protagonista sul grande schermo. Spettacolare e irresistibile il Proietti che chiude il film con un’interpretazione teatrale che non può non far contorcere il pubblico in sala dalle risate. I fratelli Vanzina hanno deciso di sperimentare il nuovo filone del ‘cinecocomero’ e per farlo hanno messo insieme il cast comico più ricco di ’star’ del genere mai visto. Oltre i già citati Brignano, Brilli e Proietti, abbiamo Lino Banfi, Ezio Greggio, Massimo Ceccherini, Biagio Izzo, Maurizio Micheli, Anna Falchi, Marisa Jara, Victoria Silvstedt, Alena Seredova, Maurizio Micheli, Alessandro Paci, Riccardo Rossi, Paola Minaccioni, Massimo Marino. La risate sono assicurate seppur qualche volta con un’alone di serietà nascosto, che serve a far riflettere su argomenti di interesse comune. Una scelta ben precisa dei Vanzina che ricordano come “la gente l’estate rimane a casa perchè i soldi sono pochi e, rispetto ad una volta, è costretta a riflettere sui suoi problemi e sul su futuro”. Touchè.
Sette storie ambientate in luoghi celebri del divertimento estivo della nostra penisola. “IL CONTE DI MONTECRISTO”: Fa il suo ritorno Nicola, che era emigrato in Svezia vent’anni prima. Era emigrato perché sua moglie gli aveva fatto le corna con due fratelli gemelli. Ma le cose ora sono cambiate. Nicola ha fatto i soldi e soprattutto ha una moglie svedese bella come il sole. E’ venuto a prendersi la sua rivincita. Tutti lo invidiano, tutti lo applaudono, ma in realtà… “SARACINESCA”: Due ultras della Fiorentina sono in vacanza a Forte dei Marmi, in Versilia. Attratti dalla possibilità di incontrare uno dei loro idoli calcistici entrano nel famoso stabilimento balneare “Il Twiga”. Sono fortunati perché sotto ad un ombrellone vedono il grande portiere del Real Madrid: Manzanas, in compagnia della sua bella fidanzata Miss Venezuela. I due si esaltano. Avevano letto che forse Manzanas si sarebbe trasferito alla Fiorentina e vedendolo lì ne hanno quasi la conferma. Decidono quindi di avvicinarlo per saperne di più ma il portierone vuole la privacy e scappa da tutti i tifosi. I due non mollano e per avvicinarlo decidono di entrare in confidenza con la sua compagna…. “TRAFFICO SULLA PONTINA”: Su una barca ancorata nel porto di San Felice Circeo, un uomo e una donna stanno aspettando per cena i rispettivi coniugi che devono arrivare da Roma, dove avevano impegni di lavoro. In realtà i due sono amanti e a Roma, invece di lavorare, hanno passato il pomeriggio insieme a letto. Uscendo dal palazzo restano chiusi nell’ascensore. E’ estate, l’edificio è vuoto, nessuno può sentire i loro richiami… “L’ISOLA DELL’AMORE”: In un negozietto di antiquariato il proprietario è un gay. In realtà non lo è affatto ma finge di esserlo perché in quel tipo di lavoro essere gay è trendy e redditizio. Sull’isola arriva un miliardario americano con una moglie mozzafiato. Ha comprato una villa e chiede al finto gay di arredarla. Dovendo assentarsi, gli chiede anche di fare compagnia alla bella moglie per evitare che qualche moscone italiano ne approfitti. Il finto gay diventa l’escort della bella bionda… “IL GIOVEDÌ”: Ogni giovedì Enzo va a prendere il figlio per passare la giornata con lui. Il figlio infatti vive con sua moglie, dalla quale è separato. Enzo è uno sciagurato pieno di buffi, giocatore, solo, sfigato. Ma durante la giornata con il figlio vuole dare di sé un’immagine diversa, da vincente… “EXTRALARGE”: Al Grand Hotel Regina Isabella arriva una strana coppia di coniugi: lei è una grande cantante lirica, brutta e grassa, lui è il suo agente, un furbacchione che vive alle sue spalle. A Ischia, insieme a loro, arriva una bellissima violinista, amante del marito della soprano. Lui le aveva promesso di passare le vacanze insieme, ma essendo schiavo della moglie ha mentito… “LA SIGNORA DELLE CAMELIE”: Arriva il più grande attore di teatro italiano, per una serata speciale. Interpreterà nell’anfiteatro un testo di Eschilo e a presenziare alla serata è previsto addirittura il Cavalier Berlusconi. Ahimè, prima dello spettacolo, durante una lunga gita in motoscafo, l’attore ha un’insolazione ed è costretto a letto con 42 di febbre. A sostituirlo viene chiamato un vecchio attore in vacanza a Porto Rotondo. Da anni non recita più, fa il doppiatore. Perché? Perché non ha memoria.

Trailer Ufficiale del film

GO GO TALES

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di mercoledì 25 giugno 2008) - Torna alla regia Abel Ferrara ed il suo è un lavoro che fa pensare ad un’ultimo acuto lanciato sul viale del tramonto. E’ stanco il regista che faceva scandalo con il sesso e la violenza, di cui infarciva le sue pellicole. Il sesso è ormai divenuto un’osservare la bellezza femminile con gli occhi di chi ormai si limita a giudicare tristemente. La violenza è lenta, passiva, quasi onirica. Non c’è voglia di combattere in questa pellicola, semmai c’è quasi un grido disperato d’aiuto. Un film triste sui sogni infranti e le speranze perdute.
Il tutto si poggia quasi completamente sulla bravura indiscussa di Willem Dafoe. Riccardo Scamarcio e Asia Argento sono comparse che si vedono ma rimangono in sospeso, come anime perse in un paradiso perduto. Perduto come la capacità di lasciare sconvolto il pubblico, che una volta possedeva Ferrara. In ‘Go go tales’ non c’è nulla che sconvolga, se non l’estrema lentezza della narrazione.
Una storia a metà tra la realtà ed il sogno, un sogno che però rischia di diventare ’sonno’ per lo spettatore, dato che il film non scorre per nulla, per quanto ci si possa sforzare di cavalcare l’onda degli eventi.
Un finale che lascia aperta una porta alla speranza. La speranza che abbiamo di veder chiudere la carriera a Ferrara con un’opera degna del suo nome e della sua fama. Un vecchio leone come lui merita un’ultimo ruggito e non un’ultimo sbadiglio.
Tante le bellezze che si sono alternate dietro la macchina da presa: da Stefania Rocca a Justine Mattera, Roy Dotrice, Bianca Balti. Gradevole l’interpretazione di Romina Power.
Peccato per non aver sfruttato il talento di alcuni monumenti del cinema hollywoodiano come Bob Hoskins, Matthew Modine, Burt Young e Danny Quinn. Personaggi di questo calibro meritavano un prodotto di quelli che rimangono nella storia del cinema. Non capita spesso di mettere insieme un cast di stelle come questo e quando capita è un peccato e una delusione non poter parlare di capolavoro.
In questo caso è meglio lasciare ogni commento al pubblico del botteghino, che già sappiamo non apprezzerà. Occasione sprecata. Alla prossima.
Il “Ray Ruby’s Paradise” è molto più di un locale per spogliarelliste: è una fabbrica di sogni per ballerine in cerca di fortuna, gestita dal carismatico Ray Ruby e da una serie di personaggi che gli ruotano intorno, altrettanto stravaganti. Ray Ruby, coperto di debiti, sta disperatamente cercando di non far chiudere il suo locale, dove le più belle ragazze “GoGo” non sono delle semplici lap-dancers ma appartengono all’agenzia di talenti “Ray of Hope” (Raggio di speranza) che promette loro di diventare, forse un giorno, superstar di Hollywood. La storia si svolge tutta in una sola notte, dal tramonto all’alba, a Manhattan, nel night club di Ray, costretto a scontrarsi con i debiti e con la proprietaria dello stabile, stanca di non ricevere l’affitto. Suo fratello Johnie, inoltre, vorrebbe “staccare la spina” del Paradise e ha deciso di non finanziare oltre il locale. Ma il sognatore che è in Ray ha la meglio e, grazie al consiglio dell’amico Jay, decide di investire i risparmi di una vita in un “mega sistema” nel tentativo di vincere la lotteria. Ciò che ne consegue è uno spettacolo quanto mai divertente e surreale: vince ma, ironia della sorte, ha smarrito il biglietto della lotteria! Chissà se lo ritroverà.

Trailer Ufficiale del film

E VENNE IL GIORNO - THE HAPPENING

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di domenica 15 giugno 2008) - L’uomo che ha la notte nel nome, torna alla regia, dopo il flop di ‘Lady in the Water’. L’ultima pellicola di M. Night Shyamalan era una favola onirica, che lui stesso aveva spiegato di aver scritto per la figlia. Il pubblico, a torto o a ragione, non aveva apprezzato e Mr. Night era caduto in un clamoroso buco nell’acqua (già che siamo in tema). Peccato perchè questo regista indiano è un piccolo genio e merita di poter lavorare. Restare senza i suoi film sarebbe un peccato mortale. Adorato per l’indimenticabile finale da brividi del ‘Sesto senso’, ammirato per il cupo ‘Umbreakable’, applaudito per ‘Signs’ e per ‘The Village’, Night è tornato al genere di cinema che lo ha reso famoso. Quindi potete stare tranquilli, ‘E venne il giorno’ non vi deluderà.
Unica avvertenza: non vi aspettate il finale a sopresa che siamo abituati a trovare nelle pellicole precedenti. Il finale è ottimo, ma diverso dagli altri. ‘E venne il giorno’ non va guardato nell’attesa di scoprire cosa accadrà negli ultimi minuti, ma va assaporato nel suo insieme, minuto dopo minuto.
La storia è semplice. Tutto ha inizio all’improvviso, senza avvertimenti. In pochi minuti, suicidi di massa, strani ed inquietanti, nelle maggiori città americane sfuggono alla ragione e sconvolgono le menti delle persone con i loro scioccanti effetti distruttivi. Cosa provoca questo improvviso mutamento nel comportamento umano? È un nuovo attacco terroristico, un esperimento andato a male, una diabolica arma tossica o un virus fuori controllo? Viene trasmesso grazie all’aria, all’acqua o… come? Per l’insegnante di scienze che lavora in un liceo di Philadelphia Elliot Moore (Mark Wahlberg) la preoccupazione principale è trovare un modo per fuggire a questo fenomeno misterioso e mortale. Sebbene lui e la moglie Alma (Zooey Deschanel) si ritrovino nel mezzo di una crisi coniugale, viaggiano prima in treno e poi in macchina assieme all’amico di Elliot, l’insegnante di matematica Julian (John Leguizamo) e a sua figlia di otto anni Jess (Ashlyn Sanchez), dirigendosi verso le fattorie della Pennsylvania, dove sperano di trovare un rifugio sicuro da questi spaventosi attacchi, che diventano sempre più forti. Tuttavia, in breve tempo diventa chiaro come nessuno sia veramente al sicuro, perché questo terribile assassino non può essere seminato. Soltanto quando inizia a scoprire la vera natura di quello che sta accadendo e che ha scatenato questa forza minacciosa per il futuro dell’umanità, Elliot riesce a trovare un barlume di speranza per la sua vulnerabile famiglia e un modo per tentare di sfuggire a questi eventi.
Shyamalan, gioca con le paure che tutti noi abbiamo, specie dopo l’11 settembre. L’orrore più spaventoso per il genere umano non è quello che viene di notte, nel buio, con le sembianze di qualche demone, ma compare in pieno giorno, senza alcun avvertimento e senza la minima idea del perchè. Il terrore colpisce l’uomo quando meno se lo aspetta, senza dargli possibilità di proteggersi, lo annienta e lo rende piccolo ed insignificante.
C’è di più però in questo film. Come detto, possiamo vederci il terrorismo, ma anche la natura che si ribella. La natura che per millenni ha subito l’uomo e le sue guerre, le sue bizze, il suo inquinamento, la sua cattiveria, il suo egoismo, dice basta a tutto e a tutti. Senza colori politici, senza distinzioni, donne e bambini, bianchi e neri, destra e sinistra, la natura decide che è arrivato il momento di eliminare la razza umana, perchè ne è stanca. Mr. Night ci spiega che puoi difenderti dagli spettri, dagli alieni, dai mostri in agguato nella foresta, ma non puoi difenderti dall’aria che respiri, ovunque tu vada e qualsiasi cosa tu faccia.
Girato con l’abilità di un regista che sa come usare la telecamera e che con le sue riprese riesce a coinvolgere e spaventare il pubblico, non può non essere considerato un buon prodotto. Ottima sceneggiatura, buono lo script. Divertenti ed originali le varie morti che si susseguono nel corso del film. Gli attori sono stati seguiti passo dopo passo ed il risultato si vede. Da manuale la scena in casa dell’anziana signora.
Proteggete M. Night Shyamalan, è un bene prezioso del cinema moderno.

Trailer Ufficiale del film

L’INCREDIBILE HULK

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di sabato 14 giugno 2008) - Partiamo col sottolineare che questo film si dovrebbe chiamare ‘L’incredibile Hulk 2′. Si perchè inizia dove la precedente pellicola, diretta da Ang Lee, si era fermata. Quindi se siete interessati alle origini del gigante verde più amato del mondo, non è questa la storia che vi interessa. Louis Leterrier racconta le vicende di un Bruce Banner ricercato dall’esercito, latitante e in cerca di una cura per la sua ‘malattia’. Proprio come lo ricordiamo nel famosissimo telefilm anni ‘80. Hulk di Ang Lee si era concentrato sul fumetto Marvel e non aveva riscosso il successo che ci si aspettava. Perchè il pubblico conosce questo personaggio, più per la serie tv che per il fumetto. La Marvel era però decisa a non sprecare l’opportunità di guadagno data da un personaggio tra i più conosciuti ed amati di tutti i tempi. Così la scelta di girare un seguito che fosse totalmente diverso dal primo. Un cast di attori completamente nuovo, formato da Edward Norton, nei panni del protagonista, Liv Tyler, in quelli di Betty Ross, William Hurt, in quelli del generale Ross e Tim Roth, in quelli del ‘villain’ di turno.
Cast nuovo tranne che per un’eccezione: Luo Ferrigno. Già avete capito proprio bene. Perchè il culturista, che negli anni ‘80 impersonava il gigante verde, compare sia nella pellicola di Ang Lee che in questa, impersonando sempre la stessa guardia di sicurezza, del laboratorio dove lavora Betty Ross.
La Marvel ha chiesto a Leterrier di trovare una via di mezzo tra l’Hulk della televisione e quello dei fumetti. Qualcosa che fosse il più commerciale possibile. Per questo guardando il film ci troviamo davanti a un blockbuster nel senso più stretto della parola. Un’action movie pieno zeppo di effetti speciali spettacolari, dove i protagonisti in carne ed ossa sono del tutto secondari e dove i dialoghi hanno un’importanza marginale. Le immagini create in computer grafica sono la parte principale del film.
Non è facile dare un giudizio a ‘L’incredibile Hulk’. Fantastico, senza dubbio, per la spettacolarità del prodotto. Scarso per i sentimenti che riesce ad esprimere. Buono per un pubblico giovane, in cerca di facili emozioni. Insufficente per chi è in cerca di temi su cui riflettere.
In pratica era molto più interessante l’opera di Ang Lee, che come tutte le cose più interessanti, non è stata capita. Questo seguito avrà più successo, pur essendo un lavoro notevolmente inferiore.
Il merito della Marvel e di Leterrier sta nell’aver seguito una strada già percorsa e nel non aver preteso di ripartire da zero.
Nel finale è presente una sorpresa che si ricollega a quella già presente nel finale di ‘Iron Man’. Qualcuno di voi invece si aspettava la presenza di Capitan America, come Leterrier aveva annunciato in fase di produzione? Attesa vana. Capitan America non si vede. O meglio, non si vede al cinema, perché la scena è stata girata e fa parte di quei 70 minuti tagliati (di cui parliamo nel nostro speciale), che saranno presenti nell’edizione in dvd.

Trailer Ufficiale del film