servizio di Luca Svizzeretto
(tratto da Nuovo Civitavecchia Oggi di venerdì 30 novembre 2007) - Timothy Olyphant è arrivato ieri in Italia, a Roma, per promuovere Hitman. Si presenta per l’incontro con la stampa con un completo grigio elegantissimo e taglio ‘corto’ di capelli, che cominciano a ricrescere dopo il look obbligato dalle riprese del film. Ha voglia di scherzare e spesso risponde alle domande dei giornalisti con umorismo e coinvolgendo tutti con la sua contagiosa risata.
Nei film d’azione la prima domanda è sempre quella del training a livello fisico e di combattimenti. Tu come come hai lavorato?
“Un giorno dopo aver accettato il film ero già in plaestra con un allenatore molto severo che mi ha messo a dura prova. Ho fatto 4 settimane di sollevamento pesi per aumentare la massa muscolare. Che è sparita non appena sono finite le riprese (ride n.d.r.). Poiho lavorato con gli stuntman e con gli esperti di armi che mi hanno insegnato ogni modo possibile per uccidere”
Nella tua carriera hai affrontato ruoli di ogni tipo, da quelli romantici e quelli violenti, quali sono quelli che prediligi e sceglieresti se potessi?
“Sto lavorando molto e già per questo motivo mi considero fortunato. Se poi dovessi scegliere io l’azione mi piace molto”
In questo film c’è anche una forte storia d’amore che però non riesce mai a concretizzarsi. Come mai?
“Bisogna anche considerare chi è il protagonista per poter scrivere una storia. Altrimenti esagerando certi aspetti si rischia di snaturare il personaggio”
Sei riuscito ad umanizzare un personaggio nato da un videogico e quindi per natura asettico ma è la glacialità che hai saputo dare al personaggio che colpisce maggiormente. Sei daccordo?
“Vi ringrazio perchè se mi dite questo vuol dire che ho lavorato come volevo e sono riuscito nel mio intento”
Bruce Willis quando è venuto a Roma per presentare l’ultimo capitolo di ‘Die-Hard’ (in cui lavora anche Olyphant nella parte del ‘cattivo’ di turno) si è lamentato del fatto che certi film ti provano fisicamente. E’ successo anche a te in Hitman?
“Bruce Willis si è lamentato? No io no! Non ho avuto nessun problema io (ride n.d.r.). In effetti è vero, pensate che nella scena in cui usiamo le sciabole non indossavo i guanti e mi sono ferito più volte le dita”
La supervisione di Hitman è stata affidata a Luc Besson, regista tra l’altro di Leon, c’è qualche somiglianza con questa pellicola?
“Quando l’ho incontrato la prima volta gli ho chiesto: ‘ma ti rendi conto che questo è un film ispirato ad un videogioco che a sua volta è ispirato ad un tuo film?’ (ride n.d.r.). Comunque Besson con è venuto molto spesso sul set”
Le sceneggiature dei videogiochi oggi sono molto ben fatte e perfettamente adattabili al cinema non trovi?
“Va dato molto merito al lavoro che c’è dietro ad un videogame. Sta accadendo quello che precedentemente è accaduto con i fumetti”
Parteciperai ad un eventuale Hitman 2?
“Non ho scelta giusto?”
Conduci ancora un programma sportivo in una radio americana e di quale sport parli?
“Si lo faccio ancora. Tra poche ore ho anche un collegamento telefonico. Non parlo di uno sport in particolare ma commento qualsiasi cosa sia interessante”
A questo punto i giornalisti presenti gli parlano di calcio, di Serie A e di Champions League. Olyphant tira fuori un taccuino, penna e comincia a prendere appunti. I ruoli si invertono. Grande divertimento per tutti.

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