INTO THE WILD, LA TERZA MADRE (Speciale Festa del Cinema di Roma 2007)
servizio di LUCA SVIZZERETTO
FESTA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI ROMA II EDIZIONE (tratto da Nuovo Civitavecchia Oggi del 25 ottobre 2007) - Tra martedì notte e mercoledì la Seconda Edizione della Festa del Cinema di Roma ha vissuto due momenti indimenticabili seppure per motivi diversi. Nel primo caso si tratta più che altro di glamour, che comunque è una componente fondamentale quando si tratta di grandi manifestazioni legate allo spettacolo. Nel secondo caso si tratta invece di una bellissima sorpresa, grazie ad un film, di cui pochissimi conoscevano i contenuti, che fino ad ora è senz’altro il più bello in assoluto che si è visto e difficilmente qualcuno sarà in grado di poter fare meglio fino a sabato. Una ‘Premiere’ indimenticabile.
Martedì è arrivato uno dei momenti più attesi di questo secondo anno della Festa. ‘La notte d’Argento’. Ovvero una maratona di film dedicata al maestro dell’horror, iniziata alle 20.30 con la proiezione delle edizioni restaurate dei suoi due film Suspiria e Inferno per poi culminare alla mezzanotte con l’anteprima mondiale per il pubblico della sua nuova fatica ‘La Terza Madre’. Dario Argento, sua figlia Asia Argento (protagonista del film) e la sua ex-moglie, nonchè mamma di Asia, Daria Nicolodi (anche lei presente nel cast) si sono presentati allo scoccare dell’ora delle streghe, del resto nei tre film in questione è proprio di streghe che si parla, attraversando un lunghissimo ed elegantissimo ‘black-carpet’. Si avete capito bene non il classico ‘red-carpet’ ma un tappeto nero, come nera è l’anima delle sue pellicole che ormai sono cult per gli appassionati di tutto il mondo. Spettacolare davvero quindi l’arrivo alla ‘Sala Lotto’ della famiglia argento, un qualcosa di speciale che senza alcun dubbio rimarrà nella storia dello spettacolo italiano.
‘La Terza Madre’ parla di una giovane studiosa americana Sarah Mandy (Asia Argento) che si imbatte in un’urna misteriosa nei pressi di Viterbo. Per esaminarne il contenuto la apre, risvegliando inconsapevolmente, dopo decenni, una strega malvagia, la ‘Mater Lacrimarum’. Improvvisamente ha inizio un’ondata di delitti, di suicidi, di morti inspiegabili. Sarah, con l’aiuto di un esorcista, scopre di avere dei poteri soprannaturali che metterà al servizio del bene.
Il film di per se, specie se visto dopo un grande classico del genere come Suspiria, non regala allo spettatore nulla di nuovo. Anche se il grande regista, che ha ispirato personaggi del calibro di Stanley Kubrick, che ammise di aver preso spunto da Argento per alcune sue inquadrature in Shining, dimostra di non vaer pesrso il suo immenso talento nei ‘movimenti di macchina’. La trama è un tributo alle sue opere più famose e va a completare la ‘trilogia delle madri’ con gli altri due proiettati appunto martedì notte. Verrà apprezzato però dagli appassionati del genere che potranno gustraselo nella sale cinmatografiche a partire dalla notte di Halloween, ovvero il 31 ottobre. Tutto secondo il glamour che ha accompagnato Dario Argento nella promozione di quest’ultimo lavoro.
In conferenza stampa, insieme ad Asia, si sfoga contro un cinema, quello italiano, che a suo dire non riesce a produrre più nulla di buono: “Quali film vediamo? La realtà è che siamo invasi dalle ‘fiction’ in stile ‘Guerra e pace’, dei veri mallopponi, che sono la nostra rovina. Per non parlare poi della televisione dove vengono utilizzati registi che non hanno mai fatto cinema, ed i risultati si vedono. Chiedetevi perchè invece in america le grandi serie Tv sono miliardi di volte migliori delle nostre”.
Poi ancora uno sfogo questa volta sulla censura: “Per la prima volta mi sono sentito libero di lavorare come credevo. Di fare un film come sentivo senza nessun freno. L’ispirazione l’ho trovata in america partecipando alla serie Tv ‘Master of Horror’. I produttore americani mi hanno insegnato cosa significa poter lavorare davvero in totale libertà”. Dario Argento ha anche rivelato di aver studiato sui libri di esoterismo prima di scrivere la sceneggiatura, senza pensare a nessun riferimento sociale: “Ho trovato i testi presso la biblioteca ‘Angelica’ di Roma, che è specializzata in questo settore. infatti tutto ciò che riguarda la stregoneria, che torvate nel film, l’ho preso dai libri che ho studiato. Infine ho scritto seguendo quello che mi passava per la testa. Non intendevo fare nulla di sociale. Finchè mio frattelo Claudio, produttore di tutti i miei lavori, mi ha fatto notare che la violenza dilagante della storia può sembrare una rappresentazione della società moderna. Ma io non sono uno che ci pensa prima. A cosa arrivo lo scopro dopo”.
Chiude l’incontro con i giornalisti Asia: “Lavorare con papà e mamma, che si sono separati quando avevo nove anni, è stata una grande emozione. Vederli di nuovo uniti. Andare daccordo e creare qualcosa noi tre insieme mi ha commossa. Ora che le riprese sono terminate già non si parlano più. Però non dimenticherò mai tutto questo”.
Dall’horror puro invece ieri si è passati al sentimento vero. In un film incredibilmente bello che ci è stato regalato dalla regia di Sean Penn. La pellicola più emozionante e coinvolgente dall’inizio della manifestazione cinematografica ad oggi. ‘Into the wild’ (Nella natura selvaggia) è una storia vera tratta dal best seller di Jon Krakauer. Dopo essersi laureato nel 1992, Christopher McCandless, studente eccellente e promettente ottimo atleta, abbandona il suo mondo e i suoi privilegi, donando in beneficenza tutto quello che possiede, ben 24mila dollari, e parte per visitare terre lontane e selvagge. Lungo la strada incontra personaggi stravaganti che cambieranno la sua vita.
Sean Penn cura una regia impeccabile, intelligente, fantasiosa, piena di idee originali e di spunti interessanti. Scrive una sceneggiatura toccante, commovente e passionale. La colonna sonora (canzoni in stile country di Eddie Vedder dei Pearl Jem) calza perfettamente con quello che si vede e non poteva essere più adatta di così. Il protagonista è il giovane Emile Hirsch (presente nei film Lords of Dogtown ed Alpha Dog) che è davvero bravissimo, riesce ad impersonare il protagonista come se stesse davvero vivendo quelle situazioni e anche fisicamente fa un lavoro impressionante. La sua interpretazione supera di gran lunga quella di Tom Hanks in Cast Away, questo a detta di molta parte della critica presente alla proiezione stampa. A proposito di critica sono proprio i giornalisti presente alla fEsta del Cinema a restare per primi a bocca aperta davanti ad un’opera del genere. Un lunghissimo applauso ha accompagnato i titoli di coda e c’è stata addirittura un’ovazione all’ingrasso di Penn ed Hirsh in sala stampa. Non è facile ottenere tanto dalla stampa. Ma il fatto che ci si sia alzati dalle poltrone, dopo la visione, con le lacrime agli occhi per la commozione è il segnale che ‘Into the Wild’ ha toccato le corde del cuore della critica cinematografica.
Così Sean Penn per prima cosa sottolinea l’importanza di avere alle spalle una storia così stimolante: “Quando ho letto il libro per caso ho subito capito che dovevo farne un film. Così ho preso contatto con i McCandless, i genitori di Chris. Per ottenere il consenso ho dovuto aspettare dieci anni. Sono stato paziente e ora posso dire di aver fatto bene ad aspettare. Ho potuto scrivere una sceneggiatura che avevo elaborato per tutto il tempo ed il risultato è quello che avete visto. Questa storia la tenevo nel cuore”.
Poi chiaramente chiarisce i temi che sono alla base di un lavoro simile: “Siamo una società che ha una forte dipendenza dal comfort e da quello che ci viene proposto. I giovani dovrebbero scoprire chi vogliono effettivamente essere e non quello che vorrebbero gli altri per loro. Il loro cuore deve imparare a battere più velocemente. Scoprire se stessi e che la nostra vita appartiene solo a noi stessi alle volte significa dover andare anche contro la famiglia. Nella vita tutto va guadagnato e non credo esista un debito di sangue. La parte dominante del mio film è quindi l’inseguimento di qualcosa. La ricerca della libertà”.
Poi una dichiarazione professionale: “Ormai sono innamorato della regia più di ogni altra cosa”.
Il protagonista Emile Hirshe parla del lavoro che ha dovuto fare per calarsi nella parte: “Ho dovuto studiare chi era davvero Chris. Leggere il libro. Cercare di rappresentare i suoi lati positivi, come il grande amore che sapeva donare agli altri, senza dimenticare quelli negativi. Perchè tutti abbiamo dei difetti, è questo che fa di noi degli esseri umani. Ho parlato con le persone che aveva conosciuto durante il suo viaggio, così come ha fatto Sean, poi con la sorella. Credo che sia stato quando ho parlato con sua sorella che ho capito cosa dovevo fare”.
Se c’è un film che vi consigliamo di andare a vedere è proprio questo ‘Into the Wild’, 148 minuti che scorrono via tra mille sussulti nell’anima. Sean Penn ha sbaragliato la concorrenza. E se il suo film non fosse stata una ‘Premiere’, come comunque è giusto che sia, ma in concorso, avrebbe di certo vinto lui.
La Festa del Cinema di Roma terminerà sabato, ci sono ancora quindi giorni di cinema e glamour. Civitavecchia è a un passo da tutto questo. A un passo dalle stelle dello spettacolo. Programma ed orari si www.romacinemafest.org.
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