L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA (con dichiarazioni dei protagonisti)
servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Civitavecchia Oggi di giovedì 20 dicembre 2007) - L’amore ai tempi del colera, tratto dal romanzo omonimo del Premio Nobel Gabriel Garcia Marquez e adattato dallo sceneggiatore Ronald Harwood (Oscar per il ‘Il Pianista’), è una storia d’amore piena di sentimenti e di romanticismo.
Una storia che abbraccia mezzo secolo di vita (a cavallo dei primi del ‘900) nella complessa, magica e sensuale città di Cartagena, in Colombia, dove si racconta di un uomo che aspetta più di cinquant’anni per unirsi al suo unico, vero amore.
Javier Bardem è Florentino Ariza, un giovane poeta e impiegato del telegrafo, che scopre cosa sia l’amore vero quando conosce Fermina Daza (interpretata da una bravissima quanto bellissima Giovanna Mezzogiorno). Grazie ad una serie di lettere appassionate riesce a conquistare il cuore della ragazza ma il loro amore è ostacolato dal padre di lei (l’attore John Leguizamo) che pur di separarli la allontana dalla città. Così Fermina dopo qualche anno sposa il dott. Juvenal Urbino (Benjamin Bratt), medico molto stimato e conosciuto per essere tra i maggiori conoscitori del colera che affligge la nazione. Fermina passa la sua vita con lui dimenticando Florentino. Ma lui non dimentica lei, continua ad amarla con tutto se stesso, pur avendo molte storie con donne diverse, si accontenta di sapere che lei sta bene, cosa fa, dove va. Florentino diviene a sua volta un ricco uomo d’affari e attende con pazienza che il suo grandissimo amore possa trionfare, anche a costo di attendere per tutto il resto della sua vita.
Il regista Mike Newell (Quattro matrimoni e un funerale, Harry Potter e il calice di fuoco, Mona Lisa Smile e molti altri tra cui Donnie Brasco con Johnny Depp e Al Pacino) è bravo nel ricostruire nel modo più dettagliato e preciso possibile i luoghi e le usanze dell’epoca. Altrettanto bravo nel dipingere le emozioni dei protagonisti con quel velo di profonda tristezza e malinconia misto a umorismo che rende il film così simile al romanzo di Marquez.
Qualcuno ha criticato la recitazione dei protagonisti definendoli freddi. Ci chiediamo però se questo qualcuno abbia letto i romanzi del Premio Nobel e se si renda conto di cosa significa interpretare dei ruoli così complessi e pieni di sfumature. Senza contare che Javier Bardeme e Giovanna Mezzogiorno hanno dovuto anche fare un gran lavoro nel recitare i loro personaggi giovani, adulti ed anziani. Vale a dire dover fare tre ruoli in uno.
Si tratta di una storia dolcissima e ricca di sensazioni. Per gli amanti delle commedie romantiche è un piccolo gioiello. Come lo è il romanzo di Marquez.
Mike Newell e Giovanna Mezzogiorno erano presenti mercoledì 20 dicembre alla Casa del Cinema per presentare il film alla stampa.
Quali le differenze nel fare la regia per un film come Harry Potter e per uno come questo?
“Harry Potter è di facile realizzazione. Il romanzo di Marquez è molti più complesso e ogni volta che mi trovavo costretto a lasciare qualcosa fuori poi me ne pentivo. Lo scopo è quello di raggiungere il cuore del maggior numero di persone”.
Che cosa l’ha guidata per fare un film sull’amore?
“Ho cercato di essere sudamericano. Si tratta di una grande storia umana. Bisogna gridare e urlare l’amore per renderla reale”.
Cosa l’ha colpita di più del romanzo per decidere di farne un film?
“L’autore parla di molte cose. Uomini e donne. E alla fine il suo libro non parla di un amore impossibile, anche se può sembrare così, ma di qualcosa che è reale”.
Come ha collaborato Marquez e poi ha visto il film quando terminato?
“Quando abbiamo iniziato le riprese lui era molto malato, stava morendo, e passava da un ospedale all’altro per curarsi. Così abbiamo comunicato scrivendoci. Lui mi consigliava di capire come era strutturato il libro per fare il film. Così l’ho letto più volte e alla fine ho capito che il segreto era che ogni inquadratura doveva contenere più storie. Marquez alla fine ha visto il film e lo ha molto colpito. Gli è piaciuto”.
A Giovanna Mezzogiorno chiediamo di descrivere il suo personaggio e parlarci di questa nuova esperienza cinematografica.
“Questo film per me è stata una grandissima possibilità artistica. Recitare un ruolo così difficile, che oltre ad essere complesso deve anche essere rappresentato in diverse fasi della sua vita, lontane decine di anni tra loro, è davvero un occasione unica. Avevo una gran paura di sbagliare fin dall’arrivo a Cartagena. Tutti noi attori ci siamo impegnati tantissimo. Quello di Fermina è un personaggio molto moderno. Si tratta di una giovane donna che sceglie di non seguire un amore romantico per viverne uno più concreto. Lei vivrà la sua vita pagando cara la sua scelta. Perché si è privata di sentimenti veri, importanti, speciali. Fino a quando lo ritroverà ormai anziana. Il moderno in tutto questo è la paura che fa un uomo così innamorato, romantico e allo stesso tempo inevitabilmente pieno di debolezze. Lei è giovane e vuol costruire la sua vita. Sbaglierà e si troverà a porsi la domanda ‘come sarebbe stata la mia vita con lui?’. Ecco cosa c’è di corrispondente a tante donne di oggi”.


Trailer Ufficiale del film
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