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IL MISTERO DELLE PAGINE PERDUTE

servizio di DARIA CIOTTI

(tratto da Nuovo Civitavecchia Oggi di venerdì 21 dicembre 2007) - Sapete cosa hanno in comune Nicolas Cage, Jon Voight, Helen Mirren e Ed Harris? Ognuno di loro ha vinto un Oscar o comunque è stato in nomination, per un motivo o per l’altro. E non c’era combinazione migliore per dar lustro ad un film che, in mancanza degli interpreti giusti, molto probabilmente non avrebbe il lustro che invece possiede.
Il mistero delle pagine perdute, sequel de Il mistero dei templari, può essere sicuramente collocato in quella tipologia di film definito “leggero”, la cui mancanza di effettiva complessità della trama viene sostituita proprio dai nomi di spicco che ne compongono il cast protagonista.
Ben Gates (Nicolas Cage) è diventato famoso grazie al ritrovamento del celeberrimo “tesoro dei templari”. Ma il buon nome di un suo avo, e di tutta la sua famiglia, rischia di essere infangato a causa di illazioni secondo le quali Thomas Gates, trisavolo di Ben, avrebbe fatto parte del complotto per uccidere il presidente degli Usa Abraham Lincoln. L’unico modo per scagionare la sua memoria è decifrare un codice e ritrovare un tesoro. Vi ricorda niente questa storia?
Eppure il sequel ci è piaciuto più dell’originale. Perché le situazioni grottesche e ironiche sono decisamente l’elemento principale di questa avventura che, offrendo personaggi già noti all’immaginario popolare, può facilmente sopravvivere senza preamboli di sorta, l’azione entra nel vivo dopo soli dieci minuti di film (o poco meno) e si svolge con un ritmo decisamente più serrato e veloce rispetto alla pellicola del 2004.
Ma soprattutto perché ci troviamo di fronte a un personaggio che, decisamente, è fuori da ogni schema conosciuto. Non è un cattivo eppure si trova spesso invischiato in situazioni ai limiti della legalità. Provate voi a intrufolarvi nello studio privato della regina d’Inghilterra o nella stanza ovale della Casa Bianca. Oppure imbucatevi al party di compleanno del presidente degli Stati Uniti e… rapitelo! Per farvi svelare un segreto riservato solamente a coloro che salgono al massimo soglio statunitense. Il Ben Gates di Nicolas Cage è una sorta di mix tra un impacciato Robin Hood e un moderno Indiana Jones: non ruba per dare ai poveri ma, allo stesso modo del famoso fuorilegge britannico, si mette continuamente nei guai con la giustizia per rendere onore a qualcosa per lui più importante dei soldi: la storia.$ Per la quale darebbe tutto, anche la libertà, come il famosissimo “uomo col cappello”.
Assieme a Nicolas Cage ritroviamo Jon Voight nei panni di papà Patrick Gates, Diane Kruger a vestire nuovamente gli abiti di Abigail Chase, e Justin Bartha in quelli di Riley Poole, amico del cuore di Ben, improbabile eroe pasticcione che, senza volere, rappresenta la chiave per risolvere il mistero delle pagine perdute. Con loro ancora una volta Harvey Keitel, nel ruolo (fin troppo limitato) dell’agente dell’FBI Sanduski, prevedibilmente alleato di Ben e compagni, ai quali offre possibilità di fuga anche nei momenti in cui il quintetto sembrerebbe destinato ad essere assicurato alla giustizia. Abbiamo detto quintetto? Sì, lo abbiamo proprio detto. Perchè la vera sorpresa (nonché azzeccatissima aggiunta al cast) è rappresentata da un’irriconoscibile Helen Mirren (eravamo abituati a vederla nei panni di Elisabetta II d’Inghilterra), professoressa dell’università del Maryland, esperta di simboli precolombiani, mamma di Ben e… ex moglie riluttantemente ancora innamorata di papà Patrick. Sguardo profondo, ironia tagliente, coraggio da vendere: la Emily Appleton Gates di Helen Mirren, all’apparenza “topino di biblioteca dai riccioli biondi”, dimostra un carattere ed un coraggio fuori dal comune, sempre pronta a gettarsi nella mischia e ad affrontare trappole e a scalare montagne per aiutare la sua famiglia.
Ed Harris, indimenticabile interprete di “A History of Violence” (sebbene in un ruolo secondario), è Mitch Wilkinson, il cattivo di turno. Che, nonostante le apparenze, ha molto in comune con Ben Gates. Anche Wilkinson vuole salvare la reputazione di un suo antenato, anche lui è un cacciatore di tesori, anche lui è un profondo conoscitore della storia. Ma, al contrario di Ben, utilizza spesso le maniere sbagliate. Si mette nei guai con la giustizia come Ben, ma è mosso dall’avidità, e dal desiderio di gloria. Non esita ad ingaggiare con i nostri eroi inseguimenti alla James Bond, ma poi li lascia andare. Per far fare a loro il cosiddetto “lavoro sporco”, e prendersene poi il merito. E’ più un antagonista che un vero “cattivo”, è un criminale sui generis che, volendo fare della spicciola ironia, soffre a volte di crisi d’identità. Prima tenta di uccidere Ben e compagni, poi ne diventa alleato, ma pur sempre per raggiungere il proprio obiettivo. Salvo alla fine compiere il sacrificio estremo (piuttosto scontato, ma pur sempre emozionante) per lasciare che la giustizia trionfi e che la storia venga raccontata com’è realmente accaduta.

Trailer Ufficiale del film

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