BIANCO E NERO (con dichiarazioni dei protagonisti)

servizio di LUCA SVIZZERETTO
 
(tratto da Nuovo Civitavecchia Oggi di martedì 8 gennaio 2008)
- Cristina Comencini era appena rientrata dal viaggio di lavoro in Africa, dove aveva girato il documentario Il nostro Rwanda, quando è nata dentro di lei l’ispirazione per ‘Bianco e Nero’. Frequentando alcuni amici italiani che erano sposati con persone africane e viceversa, confrontandosi con loro e discutendo sui problemi sociali in cui si può trovare chi fa una scelta sentimentale del genere, è arrivata a voler scrivere la sceneggiatura di questo film.
Protagonisti della pellicola sono Fabio Volo (alla sua quinta esperienza sul grande schermo), Ambra Angiolini (dopo il successo ottenuto con la parte nel film di Ozpetek), la bellissima Aissa Maiga, Eriq Ebouaney, Anna Bonaiuto, Franco Branciaroli e Katia Ricciarelli.
Elena (Ambra Angiolini) ha fatto dell’integrazione razziale un lavoro e una ragione di vita. La sua professione di mediatrice culturale non si esaurisce con l’orario d’ufficio ma si insinua ogni giorno dentro le mura domestiche. Ne sanno qualcosa la figlia Giovanna e il marito Carlo (Fabio Volo), tecnico informatico, costretto a presenziare a serate per beneficenza in cui si sente fuori posto.
Durante una di queste serate, Carlo incontra Nadine (Aïssa Maïga), una bellissima donna nera con cui si scopre complice fin dal primo sguardo; mentre suo marito Bertrand (Eriq Ebouaney), un raffinato intellettuale nero, relatore della conferenza, infiamma gli animi di tutti con la sua dialettica appassionata. Carlo convince la moglie, in realtà molto titubante, a invitare Nadine e i figli alla festa di compleanno di Giovanna, d’altronde – afferma – “è solo una festa per bambini, che vuoi che succeda?” … Ma una gaffe tira l’altra in un crescendo di esilaranti equivoci da cui nessuno riesce a districarsi.
Nel bailamme generale Carlo e Nadine si dicono a malapena una parola, ma l’intesa è tangibile.  Basterà un computer da riparare per far cadere anche le ultime barriere e scatenare in loro, la passione. E negli altri, amici e parenti, lo stupore, il rifiuto e anche una curiosità morbosa: com’è l’amore fra una donna nera e un uomo bianco?
Che succede alla passione d’amore quando tutto cospira per renderla impossibile?
Una commedia brillante che affronta il tema delicatissimo del razzismo senza i soliti toni cupi e propagandistici dei film di questo genere. Non possiamo sapere quanto la regista abbia realmente voluto ottenere il risultato finale a cui abbiamo assistito, ma dobbiamo complimentarci. Non si tratta di trarre le solite morali banali e noiose. Si riflette sul razzismo in quanto tale e prendendo atto di un suo essere radicato nei tessuti sociali del mondo a cui tutti apparteniamo.
In ‘Bianco e Nero’ razzisti non appaiono solo i ‘bianchi cattivi’ come quasi sempre siamo costretti a vedere da un cinema che altro non è che strumento di ben determinati partiti politici. Razzisti appaiono anche i neri nei confronti dei bianchi. Perchè la diversità non è ben vista da entrambi. Questa è la verità per chi davvero conosce le popolazioni ed i loro modi di vivere e pensare. Ed è questa verità che la Comencini, volendo o meno, ci propone con la comicità del suo film. Una comicità che non è fatta di battute ma di situazioni e luoghi comuni che visti sul grande schermo fanno ridere e al tempo stesso riflettere su quale sia il mondo in cui viviamo, che ci piaccia o meno.
La storia si conclude con un doppio finale. Il primo ci piace di più. Senza svelarvi nulla, ma è senza dubbio più realistico, giusto, e se vogliamo anche sentimentalmente corretto verso i valori dell’amore e della famiglia. Il secondo è probabilmente uno slancio personale della Comencini, a cui la regista non ha saputo resistere. Anche lei ha le sue idee e proprio sul finale deve aver deciso di sottolineare come la pensa.
Peccato che in questo modo si sviluppi un lieto fine solo apparente ma in realtà assai amaro e privo di senso. Forse, ci permettiamo, anche diseducativo. Perchè se è giusto lasciare libero l’amore senza colori ne ghettizzazioni razziali, altrettanto giusto è insegnare i valori della famiglia, intesi come matrimonio e figli.
In ogni caso al di la di questo non ci sentiamo di sconsigliare ‘Bianco e Nero’. La visione è gradevole, scorre divertendo, non è troppo lungo e gli attori sono simpatici e leggeri.
Il film, durante la sua lavorazione, ha avuto il sostegno e la collaborazione dell’Associazione Umanitaria Onlus Amref.

Lunedì 7 gennaio Cristina Comencini con Fabio Volo, Ambra Angiolini, Aissa Maiga e Eriq Ebouaney erano presenti alla Casa del Cinema di Roma per la presentazione alla stampa del film.
La regista ammette come il grande classico del cinema ‘Indovina chi viene a cena’ sia stato un riferimento importante.
“E’ l’unico riferimento a questo film. Anche perchè è l’unica pellicola che come la nostra racconta la storia di un bianco al fianco di una nera vera”.

Poi i dettagli ed i ringraziamenti del caso.
“Fondamentale è stato il lavoro di Giulia Calenda e Maddalena Ravagli che hanno scritto la scenografia insieme a me. Poi non posso dimenticare il grande sostegno che ci ha dato l’Associazione Amref durante la lavorazione”.

Non solo note positive però quelle che la regista ha voluto sottolineare.
“Ci siamo tenuti dentro questa cosa per tutto il corso delle riprese ora la rendiamo pubblica. Nessuno sponsor ha voluto vestire i nostri attori africani. Solo Armani ha vestito Ambra per il resto ci hanno completamente abbandonati e questo credo sia lo specchio della situazione di cui parliamo nel nostro film”.

Fabio Volo sembrava rilassato ed ormai a suo agio sia dietro la cinepresa che nel contatto con la stampa.
“Sono al mio quinto film e se mmi chiamano ancora intendo continuare. Non mi stanco facilmente e si tratta del mio lavoro”.

Sul ruolo che interpreta.
“Io nella vita non credo nell’innamoramento. In quell’ubriacatura che si prova quando si perde la testa per qualcuno. L’ultima volta mi sarà successo a vent’anni. Preferisco piuttosto soffermarmi sulla bellezza femminile. Chiramente, per questo motivo, non era facile recitare il ruolo di un uomo che perde completamente la testa per qualcuno. La mia paura era non riuscirci. Mi sono impegnato moltissimo”.

Ambra Angiolini è entusiasta di questa sua nuova avventura.
“L’esperienza con Ozpetek è stata importantissima poichè lui ha creduto per primo in me. Cristina ha continuato a credere in me offrendomi questa parte. Due avventure straordinarie. Non ho parole per descrivere quello che provo si tratta di una grandissima opportunità. non tonerò più a cantare e in televisione ho delle proposte ma al momento nulla di certo. Quella che più mi interessa è una possibile collaborazione con Mtv. Quello di cui sono certa è il voler continuare con il cinema perchè mi piace tantissimo ed è quello che voglio davvero fare e che mi fa sentire libera e stare bene”.

Bianco e Nero - conferenza stampa

Trailer Ufficiale del film

4 Responses to “BIANCO E NERO (con dichiarazioni dei protagonisti)”

  1. Ciao sono federico , volevo fare i miei più sentiti auguri e complimenti ad Aissa Maiga oltre che per la sua bellezza da venere che fa rimanere a bocca aperta per la sua interpretazione, ho già visto qualche suo film prima di Bianco e Nero ede era ora che qualcuno si arcoggesse di questa grande icona femminile sono un suo ammiratore nato, mi scuso inoltre per la stupidità di alcune case di moda che non hanno sponsorizzato alcuni attori, un bacio grande ad un mito quale è Aissa forse non lo leggerà mai questo mio pensiero ma almeno chi la vedrà forse rifletterà .

  2. Un film semplicemente “meraviglioso”,
    gli attori protagonisti sono fantastici.
    Penso sia l’unica storia d’amore veramente capace di renderci totalmente liberi dai pregiudizi, e che si possa indirizzare a “tutte le persone del mondo”;
    Che si capisca finalmente che la passione abbatte qualsiasi barriera, e che è stupido ed inutile dare la precedenza a fattori sociali e politici, irrilevanti se messi al cospetto della passione. W Carlo e Nadine W “BIANCO E NERO”
    ciao Andrea

  3. Credo che la battuta finale del film giustifichi da sola il costo del biglietto per l’intera pellicola: la battuta pronunciata all’unisono da Fabio Volo e da Aissa Maiga, rivolta al litigio in atto tra le rispettive bambine “tanto dovranno abituarsi”. l’immigrazione è un fenomeno sociale, come si sà, inarrestabile, l’integrazione dell’immigrato però non è così scontata, come bene sottolinea il film, anche per problematiche connesse alla cultura storica propria dello straniero. Ma a me piace pensare che anche il fenomeno dell’integrazione sia inevitabile… e la cosa più intima che possano fare due amici è proprio litigare!
    p.s. mia moglie è senegalese

  4. Il finale del film lascia in bocca molta amarezza per chi conosce il dolore che si prova a seguito di un tradimento e la fatica di perdonare per mantenere in piedi un matrimonio (soprattutto qundo c’è un figlio piccolo di mezzo). Credo che sia giusto fare un film per combattere i pregiudizi del razzismo, ma credo anche che sia importante diffondere - anche attraverso il cinema e la televisione - una diversa cultura sui valori della famiglia e del matrimonio. Credo che sarebbe molto più educativo mostrare un modello maschile e femminile più adulto, maturo, consapevole delle responsabilità della vita, piuttosto che considerare e indicare come “normale” il lasciarsi trascinare dalle passioni, come se tutta l’esistenza possa essere governata dagli impulsi “adolescenziali”. Il V canto dell’Inferno di Dante insegna (bravo e grazie Benigni), trasformando in una immagine molto eloquente il nostro inferno sulla terra: quando sono le passioni - e non noi (”enno dannati i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento”)- a governare la nostra vita siamo trascinati da una “bufera infernal” “di qua, di là, di giù, di sù”.

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