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VOGLIAMO ANCHE LE ROSE

 servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di venerdì 29 febbraio 2008) – ‘Vogliamo anche le rose’ è un documentario scritto e diretto da Alina Marazzi, che ricordiamo principalmente per ‘Un’ora sola ti vorrei’. Si tratta di un documento in cui si racconta il profondo cambiamento avvenuto a cavallo tra gli anni ‘60 e ‘70 a causa del movimento femminista e di quella che oggi viene chiamata ‘liberazione sessuale’. Tecnicamente il tutto è fatto davvero molto bene. Le immagini di repertorio raccolte da Riccardo Lacchè e Annamaria Licciardello sono molto interessanti e ci riportano indietro con gli anni ad un periodo che è ormai sepolto nella memoria dei più maturi e che i più giovani non hanno mai vissuto. Così è ottimo il montaggio eseguito da Ilaria Fraioli e le animazioni di Cristina Seresini. Si adattano molto al contesto anche le musiche dei Ronin che fanno da sfondo al tutto.
Il documentario si basa sulle pagine di diario di tre ragazze vissute in quegli anni e partendo da quel pretesto si cerca di descrivere il contesto socio-politico dell’epoca. Ma il risultato è superficiale. Finchè si tratta di analizzare l’aspetto intimo e personale della narrazione tutto scorre nel miglior modo, ma nel momento in cui si passa a parlare dell’Italia come paese ci si perde completamente. Il rischio è quello di non mostrare la realtà delle cose. Chi ha vissuto in quegli anni ritroverà certe immagini ma non ritroverà quello che ha davvero provato sulla propria pelle. Mentre chi non era nato rischia seriamente di trovarsi davanti ad un prodotto ingannevole. Per la Marazzi tutto sembra una semplice storia fantastica e grottesca da raccontare, mentre si è trattato di un periodo reale ed estremamente buio del nostro paese. Trattarlo come se fosse qualcosa su cui ridere a denti stretti non appare corretto. Specie in un documentario che avrebbe dovuto invece tratteggiare al meglio gli eventi.
Non dimentichiamo che la Marazzi ha poco più di 40 anni e negli anni ‘60 era appena nata. La regista ha detto: “Ho voluto ripercorrere la storia delle donne tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta per metterla in relazione, a partire dal ‘caso italiano’, con il nostro presente globale, conflittuale e contraddittorio. Con l’intenzione di offrire uno spunto di riflessione su temi ancora oggi parzialmente irrisolti o oppure addirittura platealmente rimessi in discussione”
Il problema è proprio questo: di problemi si ce ne erano e ce ne sono anche oggi. Primo fra tutti il senso di instabilità in cui viveva e vive la nostra nazione. Questo andava sottolineato bene e meglio.

Trailer Ufficiale del film

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