JUNO
servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di domenica 16 marzo 2008) - Jason Reitman era convinto di girare una semplice commedia. Un film di genere divertente e rilassante. Non si sarebbe certo aspettato che Juno trionfasse prima alla Festa Internazionale del Cinema di Roma e che in seguito Diablo Cody trionfasse nella notte degli Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Senza contare anche tre bei Golden Globe.
Se Juno ha riscosso tutto questo successo un motivo ci dovrà essere. In realtà i motivi sono più di uno. Innanzi tutto si tratta di un film giovane e frizzante dove si trattano argomenti importanti come l’amore, il matrimonio e la maternità senza giudicare nessuno ma cercando semplicemente di sottolineare l’importanza di alcuni concetti universali. Senza imporre alcuna idea e senza fare inutile moralismo.
Juno è una 16enne che decide di fare l’amore per la prima volta con il suo migliore amico Paulie. Juno però finirà per restare incinta. Dopo un primo momento di confusione la ragazzina deciderà di tenere il bambino, farlo nascere e poi donarlo in adozione. Così durante la gravidanza aiutata dalle tante persone che le vogliono bene, andrà in cerca della coppia giusta. Da questa esperienza la giovane Juno imparerà una cosa molto importante: quale sia il vero amore.
Questa non è una pellicola che in qualche modo vuol stigmatizzare l’aborto. Basti pensare che la sceneggiatrice Diablo Cody, prima di vivere questo sogno, culminato con l’Oscar, era una centralinista di un canale per adulti e una spogliarellista. Una donna quindi nel vero senso della parola. Femminista e avanguardista. Che aveva un blog in internet, come tante ragazze di oggi, dove si divertiva a scrivere racconti ed esprimere le proprie opinioni. Fino al giorno in cui è stata scoprta dai produttori del film per puro caso. Una donna così quindi tutto poteva fare tranne scrivere una storia che si schierasse contro l’aborto. Semplicemente il suo è un racconto ‘fresco’ sui ragazzi più giovani di oggi e sulle loro idee. E lo dimostra anche con i dialoghi che sono creati ‘ad hoc’ per essere più vicini possibile ad una certa realtà.
Gli attori si calano tutti perfettamente nelle loro parti e lo spettatore non può non trovarli simpatici ed onesti nelle loro interpretazioni. Ellen Page è bravissima nei panni di una Juno incredibilmente espressiva in ogni situazione ed istante della pellicola. Bravo anche Michael Cera che è il timido ed impacciato miglior amico della protagonista. Allison Janney e J.K. Simmons sono rispettivamente la matrigna ed il padre di Juno, che la aiuteranno fin da subito nel suo percorso. Jennifer Garner e Jason Bateman sono la coppia borghese apparentemente perfetta, scelta per ricevere il bimbo, fino a quando non si dimostrerà che proprio in certe situazioni e certi ambienti c’è sempre un lato oscuro e la vera infelicità. Godibile anche Olivia Thirlby nel ruolo di Leah, la migliore amica di Juno.
Le ambientazioni sono piene di colori e di luci. La stagione della rinascita nel film è la primavera ed è quella che esplode letteralmente dietro la macchina da presa. Le musiche sono candide e dolci. Ogni singolo frammento è pieno di vita e tutti questi elementi rendono questo film la quinta essenza della positività.
Fino al finale in cui a trionfare su tutto è l’amore vero, puro, ingenuo, forse immaturo ma bellissimo. Amore vero che scoppierà quando Juno capirà che la persona con cui vale la pena passare il proprio tempo è quella che ci ama per ciò che siamo realmente, quella che ’se caghiamo, caghiamo sempre rose’, come gli suggerisce con simpatia e saggezza suo padre. Juno non ha sbagliato perchè quella persona l’ha avuta sempre vicino.

Trailer Ufficiale del film
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