LA VOLPE E LA BAMBINA
servizio di BORIS SOLLAZZO
(tratto da Nuovo Oggi di martedì 25 marzo 2008) - Luc Jacquet è un personaggio davvero affascinante. Imbarazzato nel parlare e nel riprendere uomini e donne, si trasforma con bambini e animali. Aveva già stupito il mondo (battendo persino Spielberg ed Harry Potter) con La marcia dei pinguini, racconto di uno spaccato di vita del Pinguino Imperatore e della sua “società femminista”, raccontato in Usa da Morgan Freeman e qui in Italia (per Lucky Red, che qui, con questi goffi e simpatici animali, seppe tener testa persino a Notte prima degli esami) Fiorello. Ora torna, la neve è di meno, e l’animale è più bello e agile, ma ugualmente dolce e combattivo: una volpe, la splendida Titou. Riprendendo con rispettosa discrezione e straordinaria sensibilità più volpi e utilizzando una bambina di bravura e bellezza spaventosa (Bertille Noel- Bruneau), racconta una fiaba (quasi) vera (l’attrice e la volpe “principale”, sul set del Parco nazionale degli Abruzzi, sono davvero diventate amiche) che si inserisce tra la poetica di Saint Exupery e quella di Walt Disney, mantenendo un’indipendenza da questi stessi modelli. La volpe, lo diciamo subito, merita l’Oscar. Anzi, le volpi, che ci regalano espressioni particolarmente sfaccettate e di sconvolgente intensità. Jacquet ci mette del suo, sorta di Costeau di superficie, che sa riprendere grandi spazi e la natura come nessuno. Unisce conoscenza cinematografica e “ambientale” con un talento unico: ecco che l’inseguimento della lince diventa un pezzo da antologia del thriller-horror, l’uso della musica è degna di Hitchcock e quel finale tra il melodramma e lo psicotico sembra scritto da uno sceneggiatore consumato. Anche qui il cineasta racconta una maternità sofferta e miracolosa (nella natura, più ancora che tra noi, è sempre un’impresa ad alto rischio), anche qui sa entrare dentro la natura amandola e la sua ingerenza sembra non turbarla, sebbene il problema etico (che lui stesso si pone) esiste: ammaestrare, modificare la vita di queste adorabili bestioline, riprenderle non va proprio contro il messaggio di rispetto e simbiosi con la natura che Jacquet vuole trasmettere? Forse, ma ci sentiamo di dire che ne vale la pena. Bambini e genitori, correte al cinema e non vergognatevi di sorridere e piangere, di aver paura e gioire. Quella bambina lentigginosa siamo noi. O almeno, dovremmo esserlo.

Trailer Ufficiale del film
Postato in: La volpe e la bambina | Contrassegnato da tag: Ambra Angiolini, Luc Jacquet