servizio di BORIS SOLLAZZO
(tratto da Nuovo Oggi di martedì 25 marzo 2008) – Antonello Venditti è uno dei cantautori più gettonati al cinema. Non solo nelle colonne sonore, ma anche nell’uso dei titoli delle sue canzoni, soprattutto nel nuovo millennio. Ricordati di me di Muccino senior, In questo mondo di ladri targato Vanzina, Notte prima degli esami firmato da Fausto Brizzi gli esempi più evidenti. Ora addirittura un passo di quest’ultima dà il titolo all’ultimo lavoro della premiata ditta Genovese e Miniero (autori dell’ottimo Incantesimo napoletano e di Nessun messaggio in segreteria): parliamo di Questa notte è ancora nostra. Operazione furbissima, se si pensa che poi nella colonna sonora non c’è traccia di Antonello ma è monopolizzata da un altro romano illustre, Daniele Silvestri, una delle poche cose buone di questo lungometraggio. In Italia non se ne può fare a meno, squadra che vince non si cambia. Nei secoli. Così ci ritroviamo gli stessi politici per decenni, i calciatori ultraquarantenni sono sempre di più, e al cinema se troviamo un genere succhiasoldi lo spremiamo allo stremo. Questo è successo con la commedia giovanilistica, feudo del trio Brizzi- Martani- Bruno (sotto l’egida della produzione IIF, Lucisano padre e figlia) fin dal cult Notte prima degli esami. I tre si scambiano i ruoli ma, purtroppo, il risultato non cambia (quasi) mai. Come sempre qui c’è Vaporidis, e giovani ragazze sexy e semisconosciute (Valentina Izumi e l’ironica Ilaria Spada) e una storia d’amore un po’ tenera e un po’ sfigata. Nicolas è un “cassamortaro” che di notte diventa cantante, Valentina “’na cinese” che deve sfuggire a un matrimonio combinato. A lui serve una cantante esotica, a lei un fidanzato di facciata. Ovviamente le vie dell’amore sono infinite. Tutto già visto, con qualche buona battuta e ottime prove di Max Bruno e Maurizio Mattioli, che tengono in piedi la baracca. Il giovanilismo sexy e simpatico di Brizzi & C. sta mostrando la corda, questo cinema tutto schema e stereotipi non si rinnova in nessuna delle sue componenti. Anzi, peggiora, diventa routine e il pubblico finisce per capirlo (guardate il box office non eccellente…). Un peccato, è come una squadra di ottimi elementi che gioca insieme da troppo e con un modulo tattico superato. Un po’ come il Milan: magari vince pure la Coppa del Mondo, ma poi è quinto in classifica.

Trailer Ufficiale del film
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