servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di mercoledì 26 marzo 2008) – Il punto di partenza sono i romanzi di Tony Di Terlizzi e Holly Black, il punto d’approdo è il film diretto da Mark Waters, regista che fino ad ora si era specializzato nel raccontare i giovani ed i loro problemi esistenziali (Mean girls; Quel pazzo venerdì).
La storia comincia quando i gemelli Jared e Simon con la sorella maggiore Mallory seguono la loro mamma in una nuova casa fuori città. La partenza è dovuta alla separazione dei genitori e i ragazzi sono molto scossi da tutto quello che sta accadendo, a cominciare dal padre lontano, non solo fisicamente ma a quanto sembra anche con il cuore. Jared dei tre è quello più ferito dalla situazione e proprio lui sarà il primo a scoprire che c’è un mondo fantastico parallelo al nostro. Sarà infatti lui a trovare il libro magico del prozio Spiderwick. Una vera e propria enciclopedia sul mondo fatato che ci circonda. Sarà sempre lui a fare conoscenza con folletti ed hobgoblin. Infine sarà lui a scoprire che in questa dimensione ci sono anche degli esseri malvagi il cui capo è l’orco Mulgarath, che vuole entrare in possesso del libro per diventare invincibile e distruggere ogni cosa.
‘Spiderwick – le cronache’ possiede tutti gli elementi tipici del cinema fantasy: dal libro magico, che immediatamente ci ricorda ‘La storia infinita’, ai bambini che scoprono come la fantasia possa divenire realtà, agli adulti incapaci di vedere a causa della loro pochezza di spirito, agli esseri tipici delle pellicole di genere come goblin e grifoni, al cattivo per antonomasia il cui unico scopo è la distruzione totale.
Gli effetti speciali sono ben costruiti ed anche la trama cerca di evadere dal solito mondo in cui si viene catapultati attraverso qualche ‘armadio’ o incantesimo. Infatti in questo caso il regno fatato vive insieme a quello di tutti i giorni. Sono le persone a non riuscire a vederlo e sono gli esseri magici che vogliono rendersi invisibili all’uomo.
Non è il solito film fantasy tutto principi e principesse con i soliti toni dolci e colorati. Potremmo tranquillamente definirla una fiaba gotica. I cattivi sono cattivissimi e parlano chiaramente di ‘uccidere’ i loro nemici. Lo stesso succo di pomodoro, che diventa arma micidiale se utilizzato contro i malvagi goblin, altro non è che un modo di spargere liquido rosso ovunque. Non ci vuole molto a vederlo come sangue. Specie nel finale che se visto in prospettiva ‘adulta’ è una vera e propria orgia splatter. Se cogliamo tutti i particolari non mancano neppure elementi tipici dell’esoterismo.
Questo non vuol dire che la pellicola non sia adatta ai più piccoli. Tutt’altro. Gli argomenti trattati sono i classici che amano gli adulti ma che si insegnano fin dall’età più giovane: l’amore per la famiglia, la sincerità, l’amicizia, l’affetto, la bontà d’animo. L’orco Mulgarath altro non è che la rappresentazione vivente del dolore che crea nei ragazzi la divisione dei propri genitori. Un male crescente, sempre più forte e subdolo perchè capace di prendere le sembianze delle persone più care.
A proposito di orco non possiamo non sottolineare la partecipazione di Nick Nolte nei panni di una delle trasformazioni di Mulgarath. Un piccola perla che accresce il valore di un film per nulla da sottovalutare.
Dopo ‘La storia infinita’ e ‘La storia fantastica’ il genere fantasy era stato per molto tempo tracurato mentre negli ultimi cinque o sei anni siamo stati letteralemente sommersi di queste avventure.
Troppa carne al fuoco, che salvo rare eccezioni ci ha consegnato prodotti scadenti o incompleti. Escludendo la trilogia de ‘Il Signore degli anelli’ e ‘Le Cronache di Narnia’ abbiamo visto solo minestre riscaldate. ‘Spiderwick’ ci regala qualcosa di nuovo e soprattutto un prodotto che non si può definire banale o noioso. Sarà anche merito del ritmo avventuroso ed incalzante che cattura lo spettatore dopo pochi minuti per lasciarlo solo ai titoli di coda.

Trailer Ufficiale del film
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