servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di mercoledì 26 marzo 2008) – Chi non si è mai sentito dire almeno una volta: “Tanto sei giovane. Hai tutta la vita davanti”. Partendo da questo luogo comune Paolo Virzì costruisce il suo film. Un’attacco spietato e fortissimo al mondo del lavoro e alla società in cui viviamo. Virzì, con una pellicola a metà tra la commedia, il drammatico ed il grottesco, ci spiega che i giovani oggi sono davvero in guai seri. Puoi essere laureato, un imprenditore, seguire il sistema capitalista o anche un sindacalista dei più accaniti ma la morale è uguale per tutti: è meglio andare all’estero per costruirsi un futuro.
La pellicola ci racconta di Sara, una neolaureata costretta a calarsi nell’universo del lavoro precario. E’ una ragazza colta, intelligente e riflessiva che trova lavoro come baby-sitter in casa di una ragazza madre e tramite questa nel call-center di un’azienda che commercializza elettrodomestici e istruisce i propri collaboratori con il sistema americano del ‘multilevel’. Marta si trova improvvisamente in una realtà fatta di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali al mattino, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze. Un ritratto all’apparenza comico ma in realtà ferocemente atroce della società moderna.
Lo stesso Virzì lo ammette: “Si tratta di un viaggio alla scoperta dell’Italia di oggi. Più che il lavoro al centro di tutto c’è il tema della vita. Abbiamo studiato tanti casi di vita vissuta prima di scrivere la sceneggiatura. Siamo partiti basandoci sui contenuti di un blog-diario scritto da una ragazza che lavorava per la Kirby”.
Nulla di quello che vediamo, e non conoscendo certi ambienti ci può sembrare assurdo, è in realtà inventato. Il regista è andato a curiosare in certe realtà e il ritratto che ne esce fuori è tanto inquietante quanto realistico: “Non tutte le aziende sono come quella che descriviamo noi. Ma alcune esistono e speriamo che la legge italiana d’ora in avanti non gli lasci spazio”.
Nel cast figurano attori che sono stati sapientemente inseriti nei rispettivi ruoli. Mastandrea è un impiegato sindacalista che si batte per i diritti dei lavoratori ma finisce con il non ottenere nulla ma peggiorare solo la situazione di chi ha già tanti problemi: “La mia rabbia, tipica dei miei anni, so dove metterla, perchè ho un lavoro di cui sono anche appassionato. Il problema di oggi è di quei giovani che non hanno la possibilità di guardare al futuro e di investire su se stessi”.
Brava anche la Ferilli, che torna al cinema dopo diverso tempo, con un ruolo di antieroina che rappresenta nel modo migliore: “Sono stata tanto lontana dal grande schermo per il semplice fatto che non arrivava il ruolo giusto che mi desse stimoli”.
Protagonista del film è il nuovo volto di Isabella Ragonese che si dimostra già attrice di forte espressività e buona promessa per prossimi progetti. Accanto a lei la bellissima Micaela Ramazzotti (Zora la vampira) e un Massimo Ghini in grande spolvero. Senza contare l’ormai onnipresente Elio Germano.
‘Tutta la vita davanti’ è un film che merita di essere visto perchè costruito sapientemente. Riesce a creare emozioni. Diverte, fa riflettere e sul finale commuove.
Anche se la critica che muove colpisce tutti con la massima crudezza, Virzì ci tiene a sottolineare che non è tutto negativo come può sembrare: “In questo film c’è tanto dolore ma anche tenerezza verso le persone. Non mancano i momenti di felicità”.
Proprio come accade alla fine della storia, quando capiamo che ciò che può aiutare tutti è la solidarietà. Tra amici, colleghi, conoscenti. Perchè nella vita, come nel mondo del lavoro la malattia più grave è la solitudine.


Trailer Ufficiale del film
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Francamente c’è qualcosa che non mi convince, si strizza l’occhio al contemporaneo? si denuncia cosa?! Virzì ha saputo abilmente ritagliarsi un proprio ruolo nel cinema italiano, ma il suo cinema, come un’altro suo film, non va su ne giù… è come un ovosodo che ti soffoca.
Leggetevi piuttosto “Il mondo deve sapere” di Michela Murgia, il libro che ha ispirato il film. Michela ha lavorato in una delle tante concessionarie dell’aspirapolvere Kirby e svela tutti i loro trucchi, delletelefoniste e dei venditori, per inchiappettare povere casalinghe indifese e “bamboccioni” in cerca di lavoro. Roba da far sembrare Wanna Marchi una scolaretta alle prime armi