servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di mercoledì 2 aprile 2008) – Rodrigo Plà ci presenta un film claustrofobico e terrificante, che a vederlo sembra quasi un film di fantascienza. Una storia uscita dalla serie televisiva ‘Ai confini della realtà’. In realtà ‘La Zona’ ci descrive una situazione drammatica ambientata in un luogo vero: un quartiere di ricchi nella sempre più degradata capitale del Messico.
Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella “Zona”, quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i confini ed il filo spinato c’è la miseria più nera. Il giorno del suo compleanno, tre ragazzi delle favelas riescono a penetrare nella Zona e ad introdursi in una delle case. La rapina finisce male e un’anziana donna muore. Due dei giovani rapinatori sono uccisi mentre tentano la fuga. Il terzo, Miguel, riesce a fuggire ma non a lasciare la Zona. I residenti si riuniscono per decidere il da farsi. La maggioranza, capeggiata dal padre di Alejandro, è profondamente sfiduciata nei confronti delle istituzioni, corrotte ed inefficienti, e decide così di lasciare fuori la polizia per farsi giustizia da sola. Non tutti gli abitanti sono d’accordo ma, in un clima di crescente violenza e paura, la caccia all’uomo ha inizio. Miguel, nel frattempo, ha trovato rifugio proprio nella cantina di Alejandro che, scoprendolo, dovrà prendere una difficile decisione.
Si tratta di un buon film che si è aggiudicato meritatamente diversi riconoscimenti tra cui il premio della critica al Festival di Toronto e il Luigi De Laurentiis a Venezia. Quello che più colpisce è come una situazione e dei personaggi che potrebbero essere reali sembrino un mix letale creato ‘ad hoc’ per angosciare il pubblico con un racconto di fantasia. In effetti la verità sta in mezzo perchè situazione e personaggi sono inventati ma ispirandosi alla realtà sociale del Messico.
C’è abilità e talento nella regia. Si tratta di una pellicola con molta azione e dove tutto sembra spiato continuamente dalle telecamere che circondano il perimetro del quartiere protetto. Lo spettatore finisce per avere la sensazione che ogni movimento, ogni respiro, ogni dialogo sia visto attraverso un’inquietante occhio nascosto.
Tutta la vicenda è vissuta sotto una costante aura di tensione. La fuga disperata del giovane rimasto intrappolato toglie il fiato mentre crea fortissimo fastidio e preoccupazione il vedere i giovani partecipare alle ricerche con mazze e fiocine, rischiando di farsi uccidere dai genitori per errore.
Un film che non si scorda facilmente. Da vedere con la consapevolezza che al cinema per una volta non è la fantasia a sembrare realtà ma la realtà a sembrare fantasia.


Trailer Ufficiale del film
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