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SHOOT’EM UP (con dichiarazioni di Monica Bellucci)

servizio di DARIA CIOTTI

(tratto da Nuovo Oggi di mercoledì 9 aprile 2008) – Difficilmente nelle ultime settimane è capitato di assistere ad una proiezione e sentire tutta la sala, nessuno escluso, scrosciare un applauso convinto alla fine del film. Le risate che hanno animato i 90 minuti di “Shoot’em Up” altro non erano che la dimostrazione di sano divertimento di fronte ad un film che racchiude in sé tanti elementi, dal noir al thriller, dall’azione al romanticismo “sui generis”, e che riesce ad emozionare, spaventare, divertire, tutto nello stesso tempo.
Clive Owen è Mr. Smith, un uomo la cui vita è avvolta nel mistero, un taciturno amante delle carote (ricorda un po’ il Lèon di Luc Besson, che però amava il latte), che si trova suo malgrado coinvolto in una sparatoria in cui la vittima designata è una ragazza incinta, sul punto di partorire. Sa maneggiare una pistola, Mr. Smith, sebbene non ci sia nulla che ci spieghi come mai il nostro eroe abbia tanta dimestichezza con le armi, ma di bambini non sa proprio nulla. Eppure è proprio di un neonato che si deve occupare alla fine della carneficina, un fagottino urlante ed indifeso che, a quanto pare, da molto fastidio a qualcuno. “Qualcuno” che ha mandato Mr. Hertz (Paul Giamatti) ad uccidere il piccolo Oliver (così Mr. Smith ha battezzato il piccolo). Ma perché? A chi fa tanta paura un bambino di poche ore? Nel tentativo di scoprire la verità, Smith affida il bambino alle cure dell’amica prostituta DQ (Monica Bellucci) la quale, seppur inizialmente riluttante, accetta di prendersi cura dei due fuggiaschi, mettendo a rischio la sua stessa vita.
Basato su una sceneggiatura di Michael Davies, che lo ha anche diretto, il film nasce da un fumetto e come un fumetto è stato girato: Personaggi dai nomi improbabili, come solo nel miglior fumetto di genere accade, scene d’azione e di sesso ai limiti dell’inverosimile, come la sparatoria ad alta quota in cui si trovano impegnati Smith e una decina circa di killer professionisti.
Clive Owen è il perfetto Mr. Smith: sguardo impassibile, carota perennemente in bocca (o usata come arma impropria in assenza di pistole e simili), poche parole, ruvido quanto basta per arrivare diretto al gradimento dello spettatore. Monica Bellucci, che è venuta a Roma a presentare il film, non si è comportata male, nonostante qualche naturale intoppo incontrato nel doppiaggio di se stessa. Ma la vera sorpresa del film, lasciatecelo dire, è Paul Giamatti. Spesso e volentieri siamo stati abituati a vederlo in ruoli “buonisti”, come l’impresario di Russell Crowe in “Cinderella Man” o il protagonista goffo e impacciato di “Lady in the Water”, mentre in “Shoot’em up” ha incarnato perfettamente il cattivo, di quelli che più cattivi non si può, che nonostante il suo viso paffuto e simpatico, o forse proprio grazie a quello, ha saputo regalare una maschera di cattiveria e scene di sadismo fuori dal comune.
A presentare il film, che uscirà l’11 aprile con circa 200 copie, è venuta a Roma la protagonista femminile Monica Bellucci, che ha scelto di interpretare il film non appena letto il copione. «L’ho letto e l’ho trovato divertente – ha detto la Bellucci – Davies è un ex storyboarder, quando mi ha presentato il progetto lo storyboard era già pronto, è per questo che mi è piaciuto, l’ho potuto immediatamente visualizzare. E poi avevo voglia di lavorare sia con Clive Owen che con Paul Giamatti. La particolarità di questo film? E’ un film d’azione che lascia però spazio all’attore per creare un personaggio, e così è stato».
Il personaggio di DQ è molto più complesso di quello che possa sembrare in apparenza. Fa la prostituta ma in realtà è una madre mancata, che ha perso il figlio al momento del parto, e che nel prendersi cura di Oliver trova la possibilità di riscatto che non ha avuto fino a quel momento. Ma è anche un personaggio divertente, che quando si arrabbia smette di parlare italiano e inizia a parlare napoletano, così che Mr. Smith non capisca una parola di quello che dice. «In realtà nella versione originale parlavo in inglese e, nei momenti di rabbia, mi esprimevo in italiano. Ma nella versione italiana dovevamo trovare un escamotage per far capire la differenza linguistica, ed è stato così che il direttore del doppiaggio, Francesco Vairano, ha escogitato l’espediente del napoletano. E’ stato divertente, soprattutto nella versione inglese, in cui non ero la sola ad esprimersi in italiano. C’era Paul Giamatti, ad esempio, che spesso doveva dirmi “Mia piccola troietta”, proprio in italiano, e faceva una gran fatica, proprio non gli riusciva! Anche questo è stato un momento molto divertente, forse il più divertente di tutto il film».
Una delle scene più “spettacolari” è stata quella in cui Mr. Smith e DQ, durante un momento “intimo”, si trovano sotto il tiro di svariate pistole…pur continuando a fare sesso! «E’ stata la scena più difficile del film – ha scherzato la Bellucci – il nostro vero problema in realtà era di non sapere come muoverci, in quel caos non era proprio facile. Ma del resto, una scena così, è meglio farla con Clive Owen che con qualcun altro, no?».
In “Shoot’em Up”, sebbene in maniera molto interlocutoria, si affronta il tema delle armi, che oggigiorno in America vengono vendute con fin troppa facilità. «In effetti in questo film si glorifica la pistola perché naturalmente è molto “cinematografica” – ha spiegato la Bellucci – ma effettivamente il problema delle armi viene affrontato sul serio perché negli States è fin troppo facile acquistare un’arma».
Un ritorno alle origini per l’attrice italiana, ai film d’azione ispirati ai fumetti: “Si Shoot’em up è un ‘Dobermann’ americano”, in riferimento al film francese del 1997 in cui fu protagonista insieme a quello che sarebbe diventato il marito Vincent Cassel.
Ma “Shoot’em Up” non è il solo film in cui vedremo la Bellucci sui nostri schermi. Presto uscirà il nuovo film di Marco Tullio Giordana, “Sangue Pazzo”, oltre all’opera seconda di Maria Sole Tognazzi, “Non voltarti”, in cui la Bellucci recita accanto a Pierfrancesco Favino. «E poi c’è un film americano che ho girato con Robin Wright Penn e Julianne Moore, tutto al femminile, dal titolo “La vita di Pippa Lee”, diretto da Rebecca Miller».

Trailer Ufficiale del film

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