servizio di DARIA CIOTTI
(tratto da Nuovo Oggi di giovedì 10 aprile 2008) – Chapeau, Mr. Clooney! Alla sua terza regia (dopo “Confessioni di una mente pericolosa” e “Good Night, and Good Luck”), con “Leatherheads – In amore niente regole”, ha dimostrato di essere un artista davvero completo, che sa prendere il buono delle esperienze passate e mettere a frutto quanto ha imparato dall’inizio della sua carriera.
Nella commedia che ha anche interpretato, infatti, Clooney è stato capace di fondere una gran varietà di generi: si passa dall’elemento romantico, non troppo pregnante e quindi non stucchevole, alla comicità che gli attori hanno saputo infondere al film non soltanto con la recitazione ma anche con una mimica facciale dalla qualità non indifferente, per passare attraverso l’argomento sportivo (il film parla di football americano, in effetti) affrontato con ironia e delicatezza, con quel pizzico di rimpianto che pervade tutto il film per un periodo (gli Anni Venti) in cui lo sport era solo ed esclusivamente sport, divertimento e passione, ed era ancora slegato dalle imposizioni che il mondo della pubblicità e dei diritti Tv hanno fatto diventare il vero cruccio del mondo sportivo.
In “Leatherheads” Geroge Clooney interpreta Jimmy “Dodge” Connolly, stella ormai attempatella dei Duluth Bulldogs, una scalcagnata squadra di football americano che, a causa di un problema con uno sponsor (l’unico, a dir la verità) rischia di fallire. Amante della sua squadra e del suo sport, Dodge riesce a convincere CC Frazier (Jonathan Pryce) a far firmare un contratto alla stella del football Carter “Bullet” Rutheford (John Krasinsky), un giovane reduce di guerra famoso anche per essere un eroe di guerra. Ma la storia di Carter fa acqua da tutte le parti, e sulle loro tracce si mette la bella Lexie Littleton (Renée Zellweger), giornalista rampante e decisa a tutto pur di smascherare il giovane giocatore. Il suo arrivo metterà però in crisi non solamente la reputazione del giovane, ma anche la sua permanenza in squadra, oltre che il rapporto tra lui e Dodge: entrambi infatti perdono la testa per Lexie, ingaggiando una lotta senza esclusione di colpi per la conquista del cuore della bionda giornalista.
“In amore niente regole” è, come dicevamo, una commistione di generi che lo rende unico. George Clooney ha saputo regalare una regia fuori dagli schemi ed un’interpretazione fatta, più che di parole, di sguardi, espressioni, mimica facciale ai limiti del comico, tanto che in alcuni momenti si sarebbe potuto guardare il film senza audio e comunque capire, grazie all’espressività del suo viso, le situazioni che stavano passando sullo schermo. Difficile dire chi sia stato più bravo tra lui e Renée Zellweger, premio Oscar per “Ritorno a Cold Mountain”, che in questa pellicola ha dimostrato di sapersi adattare ad ogni tipo di ruolo, che si tratti di ruoli brillanti, drammatici o comici. Non era facile infatti dare vita a Lexie Littleton, un personaggio che deve risultare allo stesso tempo divertente ma deciso e caparbio, senza però scadere nel ridicolo di una comicità esagerata. La Zellweger, grande amica (ed ex fiamma) di Clooney, è comunque riuscita a mantenere intatto il suo fascino ed a far ridere senza per questo risultare una macchietta.
Ennesimo punto a favore del film, la scelta del colore: abbandonato il bianco e nero di “Good Night, and Good Luck”, lasciati da parte i colori sgargianti e psichedelici di “Confessioni di una mente pericolosa”, George Clooney ha deciso di usare una tonalità a metà tra il seppia ed il colore regalando un film che, a vederlo, sembrerebbe davvero girato negli Anni Venti.

Trailer Ufficiale del film
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