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L’AMORE NON BASTA (con dichiarazioni dei protagonisti)

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di sabato 12 aprile 2008) – Stefano Chiantini firma la sua prima regia importante con ‘L’Amore non basta’. Un’idea nata come spiega lo stesso regista: “Da cose vissute in prima persona che tenevo in un cassetto e che un giorno ho deciso di trasformare in un film”. Grazie all’aiuto dell’amico Rocco Papaleo, che ne ha fatta di strada dai tempi del telefilm ‘Classe di ferro’, e che in questo caso ha collaborato a scrivere la sceneggiatura. Non solo, merito di Papaleo è anche la presenza di Giovanna Mezzogiorno e di Alessandro Haber che ha contattato lui stesso.
Il film racconta la storia d’amore ’stonata’, che si trascina con continue separazioni e riconciliazioni, fra Martina (Mezzogiorno) hostess sempre di corsa, che fatica a conciliare il lavoro con gli hobby e gli studi, e Angelo (Tiberi), scrittore in erba, che si mantiene con lavoretti saltuari e ha da consigliere, tra fantasia e realtà, il suo personaggio feticcio, Nicola (Rocco Papaleo), che lo spettatore, a sorpresa, scoprirà essere forse l’elemento più drammatico del film. Nel cast, anche Ivan Franek, Marit Nissen, che interpreta la madre di Martina e Haber, nel ruolo del patrigno della ragazza, traditore, brusco e volgare.
Alessandro Haber cointerprete quindi con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Tiberi e Rocco Papaleo, di questa pellicola (in uscita il 18 aprile 2008 distribuita in 80 – 100 copie da Mediafilm) ha polemizzato in conferenza stampa con il regista Stefano Chiantini, per una scena tagliata.
“Al mio personaggio, Fernando, spiega anche il titolo, l’amore non basta e infatti lui va a cercarselo da altre parti. Mi dispiace – ha detto l’attore, rivolto a Chiantini – che hai tagliato un paio di cose, fra cui una scena che aveva proposto io e che per me era significativa: si vedeva Fernando che prova a fare l’amore con la moglie non ci riesce e poi lei lo ritrova che si vede un film porno”.
Haber ha aggiunto: “Hai un attore come me… consumami, avrebbe anche fatto bene al film. Devo farmelo scrivere nel contratto, sempre che mi offrano altre cose: io leggo questo e voglio che ci sia questo”, poi non troppo convinto ha chiosato: “Oh ragazzi, si fa per scherzare”. La situazione è stata sdrammatizzata da Rocco Papaleo, che della pellicola, come abbiamo detto, è cosceneggiatore: “Quella scena l’abbiamo messa nella versione pirata!”.
Si tratta di un racconto sentimentale dei più duri e pessimistici che il cinema italiano contemporaneo ricordi. Non regala speranze ne certezze la visione dell’amore di Chiantini. Tutto è cupo e complicato. Le nevrosi dei protagonisti dominano la scena. Ogni personaggio ha in se diversi elementi negativi che lo caratterizzano. Non si trova un raggio di luce nell’arco degli 84 minuti di film. E la frase di Pirandello che chiude la pellicola ben rappresenta quello che si è visto: “Mi sembra che al mondo esistano solo storie che restano in sospeso o si perdono per strada”.
Triste ma anche molto attuale se guardiamo alla società in cui viviamo. Al lavoro di Stefano Chiantini e Rocco Papaleo diamo una sufficienza abbondante, ciclone Haber a parte.

Trailer Ufficiale del film

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