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IL TRENO PER DARJEELING

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di domenica 13 aprile 2008) – Torna Wes Anderson al cinema ma con lui non c’è nessuna novità. Fin dal primo sguardo alla locandina si capisce che ci troviamo davanti al solito film andersoniano. ‘Il treno per Darjeeling’ ricorda in ogni dettaglio ‘Rushmore’, ‘I Tenenbaum’ e ‘Le avventure acquatiche di Steve Zissou’. La locandina, come dicevamo, è fin troppo simile alle altre in quello stile ‘copertina di romanzo’, la storia è la solita analisi filosofico-surreale della famiglia ed il cast come al solito comprende i nomi di Owen Wilson e Bill Murray. Il simpatico e ormai mitico Bill in questo film in realtà firma solo un piccolo cammeo che però vale forse più di mille altre interpretazioni. Segno che, con l’esperienza, si riesce a riempire la scena e restare nella memoria davvero con molto poco.
Accanto a Wilson compaiono Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston. Se poi ci riflettiamo attentamente anche gli altri spesso li abbiamo visti nei film di Anderson. Per quanto il regista dimostri di essere sempre molto innovativo nelle sue trovate, bisogna sottolineare che le minestre riscaldate dopo qualche tempo non sanno più di nulla. Il cinema chiede novità. Il pubblico vuol vedere mischiate le carte e restare sopreso. Se si trova davanti sempre lo stesso prodotto finisce per annoiarsi. Questo è proprio il rischio che corre ‘Il treno per Darjeeling’, quello di annoiare.
La parte che più piace è quel cortometraggio che fa da prologo al film. Dove Jason Schwartzman e Natalie Portman sono gli unici protagonisti, e con due o tre battute, lungo un percorso di quindici minuti, riescono a catturare tutta l’attenzione possibile.
Se vi state chiedendo quale sia la trama bè in parte ve lo abbiamo già fatto capire. Un viaggio alla ricerca del proprio io e dei valori della famiglia. Tra situazioni paradossali e ambientazioni disegnate con l’acquerello. Ci troviamo in India. Un malinconico uomo di mezza età scende frettolosamente da un taxi e insegue un treno in partenza. Durante la corsa si accosta a lui un individuo allampanato, più giovane, che gli lancia un’occhiata fugace e lo supera riuscendo a salire al volo sul treno. Da questa pittoresca corsa al ralenti inizia il viaggio del “Darjeeling Limited”, lo sgangherato convoglio che ospita i tre fratelli Whitman durante il loro tragicomico viaggio indiano. Dopo uno sguardo di rammarico verso l’uomo rimasto a terra, Peter (Adrien Brody), fuggito di casa un mese prima della nascita di suo figlio, raggiunge infatti i due fratelli in un colorato scompartimento, dopo un anno di silenzio seguito alla morte del padre: Francis (Owen Wilson), il maggiore, è la mente che ha ideato il viaggio dopo un brutto ma illuminante incidente stradale di cui porta ancora i segni sul corpo (in particolare sul viso, perennemente avvolto da bende), mentre Jack (Jason Schwartzman), il minore, è un buffo aspirante scrittore col cuore a pezzi, di ritorno da un prolungato, ozioso soggiorno parigino in un hotel di lusso (l’Hotel Chevalier che dà il titolo al cortometraggio con Natalie Portman, ideale prologo del film).
Unica novità presente rispetto ai lavori andersoniani precedenti è il sesso. Segno che il regista sta maturando la propria tecnica e cercando nuove strade da percorre. Peccato che questa pellicola però non sia altro che il seguito del seguito di un’altro seguito. Wes Anderson possiede una grande capacità visionaria, dovrebbe però affidarsi maggiormente all’intuito e all’improvvisazione. Ci vuole più determinazione nel cambiare e nel maturare. Alla prossima Wes.

Trailer Ufficiale del film

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