servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di giovedì 29 maggio 2008) – Il bello di chi fa il critico di cinema sta nel poter esprimere le proprie opinioni, secondo i propri gusti e le proprie conoscenze, senza dover rendere conto a nessuno. ‘Il Divo’ di Sorrentino ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes ed è, di conseguenza, acclamato da gran parte della critica. Bene, noi lo bocciamo. Nessun esame di riparazione. Bocciato e basta. Come in quei vecchi videogiochi anni ‘80, ‘ritenta, sarai più fortunato’. Certo bisogna fare una doverosa premessa. Tecnicamente a questa pellicola non si può dire nulla di male. Ottime riprese, buone idee, ricostruzioni originali e meticolose. L’idea di dare ai personaggi quell’alone di surreale, grottesco e fiabesco è a dir poco ottima. Gli attori sono stati ben scelti e calibrati. Lo stesso Toni Servillo, che pure compare in quasi tutti i film di Sorrentino, è davvero molto brevo a calarsi nel suo personaggio. Insomma se giudicare un film significasse fermarsi allo scheletro, gli daremmo un bel dieci in pagella. Il fatto è che cinema significa anche contenuti, insegnamenti, morale. Siamo sinceramente stanchi, spossati, stressati dei film italiani, politicamente impegnati, che tendono a correre sempre e solo nella stessa direzione. E’ una preghiera che facciamo a tutti i registi di buon cuore: basta. E’ chiaro che a una certa corrente di pensiero non piacciono gli uomini tutti d’un pezzo, quelli capaci di prendere il comando dell’intera nazione da soli, quelli colti e preparati e al tempo stesso carismatici e potenti. L’abbiamo capito, ma non è possibile continuare a sprecare soldi e tempo per ripetere sempre gli stessi concetti. Sarebbe molto più originale un film dove si esalta la figura di Andreotti o dove si applaude l’intelligenza imprenditoriale di Berlusconi, che questi continui attacchi. Come se non bastasse il film di Sorrentino pretende di raccontare la storia dell’Italia anni’80-’90, ma lo fa con estrema faziosità. Attaccando tutto e tutti i personaggi che facevano parte di un certo schieramento, sottolineando solo i loro errori e neanche una delle buone cose che sono state fatte. Chi è senza peccato scagli la prima pietra ci insegnava Gesù Cristo. Bisognerebbe spiegarlo a chi crede che gli sbagli siano solo da una parte. Chi racconta la storia deve farlo obiettivamente, spassionatamente e senza occultare nulla. La visione della storia ne ‘Il Divo’ è orientata da una sola parte. Andreotti viene disegnato in modo ‘oscuro’ e quelle sentenze in cui dei giudici hanno sottoscritto che ‘il fatto non sussiste’ vengono dipinte davvero male. Gli italiani che figura fanno davanti al pubblico straniero di questa pellicola? I soliti mafiosi, spaghetti e mandolino? Raccontateci la storia dell’Italia, non può che farci piacere, ma fatelo senza lasciar trasparire in nessun modo il vostro orientamento politico. Non siate faziosi. Quel giorno parleremo di capolavoro. Oggi bocciamo purtroppo.

Trailer Ufficiale del film
Postato in: Il divo | Messo il tag: Alberto Cracco, Aldo Ralli, Anna Bonaiuto, Carlo Buccirosso, Flavio Bucci, Gianfelice Imparato, Giorgio Colangeli, Giovanni Vettorazzo, Giulio Bosetti, Lorenzo Gioielli, Massimo Popolizio, Paolo Graziosi, Paolo Sorrentino, Piera Degli Esposti, Toni Servillo