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ROVINE – THE RUINS

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di giovedì 5 giugno 2008) – L’estate fa subito pensare alle vacanze. Viene voglia di fare la valige e partire, possibilmente per qualche posto lontano, esotico e bagnato dal mare. Ci pensano però i film del terrore a farci riflettere sul nostro desiderio di andarcene chissà dove. Chi non è mai stato in Messico, quante volte avrà pensato “prima o poi devo andarci”. Il Messico è una terra di mezzo. Un luogo di storia millenaria, sfondo quasi predestinato di numerosi drammi di civiltà. Una gola stretta tra due oceani che non riescono a lavare via il sangue versato nel corso dei secoli. Un luogo dove ribolle il rosso più denso, che incrosta le foreste e, appunto, le rovine di un tempo immemore, impazienti di riemergere dall’oblìo. È proprio in questi recessi della memoria, di una certa geografia archeologica, che il colore della paura può inaspettatamente rivelarsi un po’ diverso da come ci si aspetterebbe.
Lo stesso ‘Rovine’, in fin dei conti, appare un po’ diverso da come ci si aspetterebbe. E forse è meglio non dire molto riguardo a trama e dintorni, visto che il misterioso pericolo al centro della narrazione, disvelandosi gradualmente e in maniera a tratti inusuale, potrebbe costituire un focale punto di interesse per lo spettatore.
Diciamo soltanto che si parte col solito gruppo di studenti americani in vacanza, che se la spassano tra nuotate e cocktails. Già questo potrebbe far storcere un po’ il naso a chi proprio non riesce a mandar giù un certo tipo di cinema horror in voga negli ultimi anni (”allegra comitiva che cazzeggia in un luogo non allegro”), che su queste situazioni si è adagiato comodamente. Il primo atto del film ci introduce appieno nella psicologia dei giovani e all’apparenza spensierati “avventurieri”, mostrandoceli nella loro reazione alla proposta di un turista tedesco: avventurarsi o meno in un sito archeologico non ufficialmente riconosciuto dalle autorità e noto solo a pochi temerari? La risposta potete immaginarla. Da questo momento in poi la tensione salirà pian piano, in un ordito ben calibrato che giocherà abilmente con le aspettative dello spettatore.
In tema di antiche maledizioni Maya il cinema ha già detto molto. Per chi è stufo della solita minestra, ‘Rovine’ offrirà sicuramente un gradevole diversivo, insieme vicino e lontano da determinati clichè di genere. Oltre ad un soggetto ben costruito, anche la sceneggiatura trova i giusti equilibri nel soppesare la tensione senza mai esagerare. Non mancano comunque scene ed immagini molto crude, e in diverse occasioni la narrazione si rivela realistica. Gli effetti speciali sono utilizzati in maniera parsimoniosa e la colonna sonora rimarca alla meglio la tensione.
Di sicuro una buona mossa è stata far scrivere la sceneggiatura allo stesso autore del racconto su cui si basa il soggetto, Scott B. Smith, che ha saputo così cogliere lo spirito della sua opera e trasporlo adeguatamente in chiave visiva.
A trovare una pecca evidente, forse potremmo dire che il finale sembra abbastanza tirato e frettoloso, in vista della precedente opera di imbastimento del pathos.
Una curiosità: la pellicola è stata prodotta da Ben Stiller che, con la sua casa di produzione, la Red House, vuole lanciare giovani talenti cinematografici, come Carter Smith, che di ‘Rovine’ è il regista.
Insomma, un film che vale la pena di vedere, se non altro per una certa semplicità di stile e di scrittura, che in un genere come l’horror molte volte pagano meglio della spettacolarizzazione forzata.
E se andate in vacanza in Messico, fidatevi soltanto delle guide turistiche.

Trailer Ufficiale del film

2 Risposte

  1. Il trailer è accativante, si vedrà, speriamo…bene

  2. Ciao,
    a mio avviso è un buon horror estivo. Siamo abituati ad un cinema del terrore in lento declino.
    ‘Rovine’ è pur sempre un prodotto commerciale, e per questo non tanto innovativo da poter segnare la storia, però e perlomeno gradevole per gli appassionati.
    D’estate non vogliamo tutti qualcosa di semplicemente scorrevole e gradevole al cinema?
    Secondo me ‘Rovine’ è un buon cocktail da servire ghiacciato.

    Luca S.

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