servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di mercoledì 17 dicembre 2008) – Può un film horror essere dolce, commovente e romantico? La risposta è si! ‘Lasciami entrare’ pellicola dell’orrore svedese diretta da Tomas Alfredson riesce a spaventarci, tenerci in ansia ma al tempo stesso farci affezionare ai due giovanissimi protagonisti e soffrire insieme a loro per le vicende che li riguardano.
Partiamo dalla trama. Stoccolma, in un quartiere periferico, stanno succedendo strane cose. Una serie di omicidi, fanno pensare alla comparsa di un serial killer. Oskar, un ragazzino introverso di dodici anni, vittima di suoi coetanei bulletti, é come sollevato dalla possibilità che questo serial killer possa mettere fine alle prepotenze dei suoi coetanei; inoltre, proprio in quel periodo, il ragazzo stringe amicizia con una sua nuova vicina di casa, Eli, anche lei di dodici anni. Casualmente, gli omicidi coincidono con l’arrivo della ragazza in città e ben presto, Oskar, si accorge che in lei c’é qualcosa di strano e non ci metterà molto a capire che lei in realtà é un vampiro.
Quello che subito colpisce di questo film è l’ambientazione cupa e gelida che trasporta perfettamente lo spettatore nel mondo triste e privo di sentimenti che Alfredson vuol raccontare. I personaggi che incontriamo, persone assolutamente comuni, appaioni prive di cuore, fredde e distaccate. Il mondo che ci viene descritto è preda della depressione e si note fin dalle prime scene.
La neve bianchissima che ricopre ogni cosa è come un peso continuo che l’umanità è costretta a portarsi sulle spalle senza riuscire a scrollarselo di dosso e senza avere speranze di farlo,
Gli unici fuori da questi schemi sono Oskar ed Eli. Entrambi diversi dagli altri e per questo costretti a vivere in solitudine e a difendersi con tutte le loro forze. Per questo Oskar ed Eli si trovano, si piacciono e diventano amici, forse si innamorano anche, come si possono innamorare due adolescenti alla loro prima cotta. Quello che differenzia realmente i due ragazzini dal resto del mondo, ed è questo che capiamo con l’andare avanti del film, non è essere il più timido della scuola o l’essere una vampira ma il saper amare, il credere in un futuro, il voler vivere la propria vita secondo le proprie emozioni e non seguendo degli schemi prefissati che si rivelano essere gabbie per l’anima.
Un’applauso lo merita sicuramente Alfredson per questa piccola perla del cinema horror. Come meritano applausi i due protagonisti Kare Hedebrant e Lina Leandersson. Bravissimi davvero entrambi. Siamo certi che li rivedremo presto.




“Ho 12 anni… ma da un sacco di tempo”



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