servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di venerdì 13 febbraio 2009) – “Sono nato in circostanze particolari”. Così inizia “Il curioso caso di Benjamin Button”, adattato da un racconto degli anni ‘20 di F. Scott Fitzgerald su un uomo che nasce ottantenne e la cui età scorre al contrario: un uomo come tutti noi, incapace di fermare il tempo. Da New Orleans alla fine della Prima Guerra mondiale nel 1918, fino al XXI secolo, in un percorso insolito come può essere la vita di ognuno, il film è lo straordinario racconto di un uomo non così comune e delle persone e dei luoghi che scopre lungo il percorso, gli amori che trova e che perde, le gioie della vita e la tristezza della morte e quello che resta oltre il tempo.
Una storia senza dubbio molto particolare ma raccontata con dolcezza e sapienza da David Fincher, che quando è in buona vena non finisce mai di stupirci.
Ambientazioni storiche rese alla perfezione, effetti speciali (perfino una battaglia navale della seconda guerra mondiale) superbi, make-up sbalorditivo. Questi i primi ingredienti che vanno ad insaporire un piatto bisognoso di molti sapori per non risultare noioso (due ore e quaranta minuti non sono pochi per nessuna pellicola). ‘Benjamin Button’ non annoia però ma scorre ed emoziona sentimentalmente e visivamente lo spettatore.
Merito come abbiamo detto dei preziosi ingredienti elencati ma non solo. Brad Pitt e Cate Blachet sono strepitosi e vivono i loro ruoli con un tale realismo da colpire il cuore di chiunque. A dire il vero anche il resto del cast merita menzione e questo non può che arricchire l’interpretazione degli stessi protagonisti.
Qualcuno guardando questo film potrebbe trovare delle somiglianze con quel capolavoro di ‘Forrest Gump’ ma in realtà la partenza è anticipata essendo tratto, come spiegato, da un romanzo e non da una storia originale. Gli spunti simili sono dovuti al caso e alla voglia che gli uomini anno da sempre di raccontare le loro emozioni.
Amore, amicizia, paura di vivere e di morire, ci sono davvero tanti elementi in questa godibilissima storia per poter considerare ‘Benjamin Button’ un piccolo gioiello del suo genere.
Qualcuno finirà forse anche per criticarlo e perchè no, per odiarlo ma è proprio questo il destino delle opere destinate ad essere amate ed apprezzate dai più.
Si tratta di una storia che ci insegna il valore delle cose più semplici e delle persone che abbiamo vicino e che ci vogliono bene. Ci ricorda di cogliere sempre l’attimo (caro vecchio ‘Carpe Diem’) e di non lasciarsi andare all’oblio senza prima aver vissuto nel pieno delle nostre possibilità di uomini liberi.

“Sono nato in circostanze particolari”



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