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UN’ESTATE AI CARAIBI

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di domenica 14 giugno 2009) – Roby è un bancario napoletano a cui viene diagnosticato per errore un tumore in fase terminale, Angelo è l’autista zelante di un volgare palazzinaro romano, Max è lo speaker radiofonico e becco di una radio locale, tradito dalla fidanzata e dal migliore amico, Vincenzo è un dentista napoletano con moglie e amante insoddisfatte, Alberto è un romano spiantato e trapiantato suo malgrado ad Antigua, dove imbroglia turisti, scommette alla lotteria e alleva un piccolo orfano. Tra promesse tradite, mogli lasciate a casa, amanti “comprate”, morti simulate e salvataggi milionari, l’allegra brigata si sposterà sull’isola di Antigua, dove si incrocerà senza toccarsi mai.
Questa la trama di ‘Un’estate ai caraibi’ il cinecocomero 2009 firmato dai fratelli Vanzina dopo ‘Un’estate al mare’ nel 2008. Questa seconda commedia all’italiana di stampa estivo appare migliore della prima. Episodi intrecciati tra loro che rendono più coinvolgente e scorrevole la trama. Cast meglio integrato e storie più originali e divertenti.
Insomma i Vanzina ci riprovano e siamo certi che anche quest’anno in molto correranno nelle sale per gustarsi il loro film, del resto tra horror, fantascienza e cartoon una semplice e frizzante commedia è la scelta migliore per chi vuole rilassarsi e cercare una pausa tra una ’seduta’ in spiaggia e l’altra.
La pellicola è stata presentata a Roma dai due registi con la presenza di gran parte del cast e noi ve ne proponiamo una sintesi.

I vostri film fanno parte del filone della commedia italiana ambientata all’estero, in posti esotici. Un tempo poteva essere un richiamo per il pubblico, ma adesso? Voi stessi dite che Antigua ormai la conoscono tutti.
Gigi Proietti: Ma infatti io volevo proporre ai Vanzina un film dal titolo “Natale a Casa”, con sotto al titolo “Ma ‘ndo cazzo annate?”. Cosa fanno gli italiani che restano a casa? Si gioca ancora a tombola a Natale?
Alena Seredova: Io non sono d’accordo: vorrei continuare a fare film in posti come Antigua. È stato bellissimo.

Nel film vi è un continuo scambio di soldi, si vedono passaggi di banconote in moltissime scene. Un segno della crisi?
Carlo Vanzina: Quando scriviamo un film sentiamo l’umore generale del Paese, quello che si dice per strada, si leggono i giornali, quindi è naturale che i soldi c’entrino. Ma vorrei far notare che non abbiamo lasciato da parte i sentimenti, come dimostra la storia con Proietti protagonista.
Gigi Proietti: E poi da sempre i temi principali della commedia sono i soldi, così come il sesso, si sa che sono quelli i tiranti principali della società.

Come funziona la sceneggiatura? Scrivete già pensando all’attore?
Enrico Vanzina: Nel cinema italiano si usava dire che si sceneggiavano dei contratti, tanto era forte il richiamo dell’attore in un film. Penso ad attori come Alberto Sordi, Paolo Villaggio. Nel nostro caso l’unico problema stavolta è stato il personaggio di Proietti, in quanto subivamo un po’ il successo avuto da Gigi nell’ultimo film, “Un’Estate al Mare”, e sapevamo che sarebbe stato difficile replicarlo. Volevamo riprendere quel personaggio, poi abbiamo deciso di cambiare storia.
Carlo Vanzina: Io ci tenevo particolarmente a inserire un episodio con dei giovani, quindi ho scelto i tre toscani e per loro sono stato disposto a tornare ad Antigua a girare altre scene. Non l’avrei fatto neanche per Sean Connery.

Aneddoti divertenti durante le riprese?
Paolo Ruffini: Abbiamo scoperto che Martina Stella ha paura degli uccelli, nel senso dei pennuti. Una sera mentre eravamo in albergo è entrato un piccione e lei si è messa a urlare e a dare di matto.
Enrico Brignano: La scena in cui sono a letto con la ragazza russa è stata uno spasso. Non mi sono mai divertito tanto. Non la scorderò mai. Ma anche girare in auto ad Antigua con Maurizio Mattioli alla guida è stata un’esperienza indimenticabile. Prima di fare la scena dell’incidente con il verdumaio, come lo chiama Maurizio, ho telefonato a casa pensando che era l’ultima volta che sentivo i miei.
Carlo Vanzina: Poi c’è stato il sosia di Berlusconi (il premier compare nel film come personaggio della storia, ndr) che in un ristorante è stato scambiato per quello vero, visto che il presidente del consiglio ha una casa ad Antigua.

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