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GEORGE CLOONEY VOLA TRA LE NUVOLE DI ROMA

ROMA FILM FEST 2009 - LOGO

servizio di LUCA SVIZZERETTO

(tratto da Nuovo Oggi di domenica 18 ottobre 2009) – Terzo giorno di Festival all’Auditorium Parco della Musica di Roma e prima di ogni altra cosa si riparte da ieri. Ovvero il vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo è tornato sull’omaggio a Roma creato dal ‘maestro’ Franco Zeffirelli.
“E’ stato un trionfo”. Non nasconde quindi la sua soddisfazione Cutrufo dopo la presentazione di ieri in anteprima di ‘Omaggio a Roma’, il cortometraggio di promozione del patrimonio artistico della capitale girato come già ricordato da Franco Zeffirelli. Il corto, che vede come protagonisti Andrea Bocelli nel ruolo di Cavaradossi e Monica Bellucci nei panni di Tosca, e’ stato proiettato ieri nella sala Santa Cecilia. Intervenendo del corso della trasmissione ‘Uno mattina weekend’ Cutrufo ha spiegato che “lo hanno richiesto già 27 ambasciate in giro per il mondo per poterlo proiettare come manifesto promozionale della città: e’ diventato già un  oggetto cult. Ne avevamo mostrato degli spezzoni quando siamo andati a Tokio e a Bruxelles, ed anche in quelle occasioni aveva  ricevuto un’accoglienza positiva”. Per il vice sindaco della capitale “Zeffirelli e’ riuscito a far convivere in pochi minuti 3mila anni di  storia”.
Film del giorno invece è la pellicola che vede protagonista George Clooney e regista il figlio d’arte Jason Reitman.
‘Up in the Air’ è una commedia americana divertente e coinvolgente con spunti interessanti anche per chi oltre a divertersi intende riflettere. Si parla infatti di lavoro e di licenziamenti, mai tema più attuale in questo momento, oltre che di amore e di vita da single o da coppia.
Un film che racconta la contemporanea odissea di Ryan Bingham, un “tagliatore di teste” aziendale, un professionista di viaggi d’affari che, dopo tanti anni spesi felicemente in volo, improvvisamente si sente pronto a cambiar vita. Ryan è sempre stato soddisfatto della sua libertà, vissuta fra i vari aeroporti, alberghi e automobili in affitto d’America. Tutto ciò di cui ha bisogno entra comodamente in una valigia a rotelle: Ryan è un viaggiatore privilegiato, un membro esclusivo di tutti i programmi “mille miglia” di ogni compagnia aerea. E ora che sta per raggiungere l’ambito obiettivo di 10 milioni di miglia… si rende conto che nulla nella sua vita ha davvero senso. Quando si innamora di un’attraente viaggiatrice, il suo “capo”, su consiglio di una giovane e rampante “ottimizzatrice” aziendale, gli propone di lavorare per sempre in sede, privandolo dei suoi amati e frequenti viaggi. Di fronte alla nuova – terrorizzante! – prospettiva di mettere radici in qualche posto, Ryan inizia a riflettere su cosa significa realmente avere una casa.
Clooney si trova calato in una parte che sembra tagliata appositamente per lui e per questo il risultato non può che essere positivo e soddisfacente.
La star di Hollywood ha poi incontrato la stampa come da prassi.
George Cloone inizia la conferenza stampa con meta’ sala vuota, mentre i giornalisti sono bloccati sulle scale della sala Petrassi. “Ma siete tutti in ritardo?” Ha chiesto l’attore americano tra il sorpreso e il sarcastico, vedendo i giornalisti che continuavano ad entrare dopo l’inizio dell’incontro stampa. Difficile spiegargli che la stampa stava aspettando che gli addetti alla security aprissero le transenne.
Dagli addetti all’ufficio stampa del Festival, la seguente spiegazione: “Non e’ stata colpa nostra. L’hanno fatto entrare in sala dieci minuti prima senza che ci avvertissero. Quindi non ne sapevamo nulla”. Meno male che George Clooney ha commentato nel corso delle domande: “Sono venuto a Roma perche’ questo e’ un grande festival con una grande organizzazione”.
Rilassato e cordiale, look informale jeans e giubbotto di pelle nera, riesce a svicolare con classe le domande  imbarazzanti di un giornalista straniero che gli chiede di fare outing sulla sua presunta omosessualità, cui replica “Lei e’ una persona davvero simpatica”. George Clooney arriva in una conferenza stampa affollatissima, iniziata, come dicevamo in pieno caos organizzativo e con problemi di traduzione, col regista del suo “Tra le nuvole”, Jason Reitman, già premiato qui a Roma per il film “Juno”. Una conferenza stampa “blindata”, bloccate ogni tipo di domanda sulla sfera privata, con tanto di “mascherina” che interveniva a scippare il microfono, bloccate domande a carattere politico, su Berlusconi non commenta nulla, e dice “Ho imparato la lezione, ci ho provato già una volta, è meglio che resti fuori dalla politica”.
Giusto! Caro George, ora sei senza dubbio molto più simpatico anche a noi che scriviamo.
Se gli chiedono per assurdo cosa farebbe se fosse il primo ministro italiano, risponde: “Ma che funziona come in America che per essere eletti bisogna essere nati lì, allora non posso essere primo ministro italiano”. E se gli chiedono perché non rilascia più interviste televisive, confida: “Perché alla fine le domande non riguardano mai il film e finiscono sul gossip. E questo non aiuta il film, devo rispondere a domande stupide, e’ una storia che si ripete. Molti di voi sono obbligati a porre domande così perché so che i giornali stanno perdendo copie vendute. So come funziona sono figlio di giornalista ma serve un confine legittimo sui gossip”.
Forse George ha imparato che assere amico di un politico qualsiasi, ad esempio Veltroni, invece di pensare al suo mestiere finisce con l’essere controproducente, specie in Italia dove la maggioranza ha già dimostrato più e più volte di essere vicina al suo premier Silvio Berlusconi.
“La nostra idea era che girare il film in Abruzzo poteva essere un buon modo per tenere accesi i riflettori su quel disastro. Un modo per ricordare a tanti che ci sono persone che prima che si riprenderanno dal dramma ci vorrà tanto tempo” – continua George – “In questi giorni siamo a Sulmona che non ha subito danni. Ma ho visitato L’Aquila e gli altri paesi distrutti a luglio scorso durante il G8 all’epoca ho visto tutte quelle tende blu e sembrava  che fosse difficile far rientrare le persone nelle proprie case e c’era tanta preoccupazione per il freddo. L’impressione e’ che tutti  vogliono fare le cose giuste. Come accadeva per New Orleans dopo l’uragano Kathrina. Poi dopo un anno i riflettori si sono spenti, calano i finanziamenti, se n’e’ cominciato a parlare sempre meno, ma il lavoro non e’ affatto finito a New Orleans. L’importante e’ che non accada la stessa cosa a L’Aquila. Ecco perchè ho voluto tornare lì e girare lì il mio film, per tenere alta l’attenzione sull’Abruzzo e sulle aree devastate”. Quanto alla partner nel film, Violante Placido, commenta l’attore: “Violante e’ straordinaria, lavoriamo insieme da  tre settimane, e’ un’attrice straordinaria e nel film sarà splendida”.
Tornando alla pellicola vista oggi ‘Tra le nuvole’ è promosso a pieni voti ed essendo in concorso già da ora cominciamo ad inserirlo nella lista dei più probabili candidati vincitori.
Altre pellicole che abbiamo visto al momento infatti sono lo spagnolo e movimentato ‘After’ di A.Rodriguez, che presenta una regia
molto interessante e in prospettiva talentuosa con delle buone interpretazioni degli attori ma davvero poco di più considerando anche una trama piuttosto scontata; il libanese ‘Chaque Jour est une fete’ di D. El-Horr, che nessuno si offenda ma fin troppo complesso, ridondante e niosetto. Simpatico invece ‘Dear Lemon Lima’ di S. Yoonessa, commedia per i più piccoli affatto scontata e molto educativa ma che concorre per la categoria ‘Alice nella città’, dedicata appunto ai ragazzi.

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