
servizio di LUCA SVIZZERETTO
(tratto da Nuovo Oggi di lunedì 19 ottobre 2009) – Giorno quattro di Festa del Film di Roma 2009 e sono due i film, tra quelli visti nelle ultime 24 ore, di cui intendiamo parlarvi.
‘Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo’ di Terry Gilliam con protagonisti Jonny Depp, Colin Farrel, Jude Law, Christopher Plummer oltre allo scomparso Heath Ledger a cui la pellicola è dedicata. A seguire la bellissima sorpresa ‘Le Concert’di Radu Mihaileanu con Melanie Laurent.
‘Parnassus’ è un film, in pieno stile Gilliam, visionario e al limite dell’assurdo con un cast assolutamente eccezionale. La trama è adattissima ad una favola che ricorda un modernissimo ‘Faust’. Il Dottor Parnassus gira per le strade con il suo carrozzone dalle qualità particolari. In compagnia di un giovane, una fanciulla (sua figlia Valentina) e un nano mette in scena ovunque uno spettacolo che ha al suo centro uno specchio. Chi lo oltrepassa si trova in un mondo in cui puo’ realizzare i suoi desideri piu’ fantasiosi. Parnassus e’ immortale ma ha conquistato questa dote grazie a una scommessa vinta con il Diavolo che ha assunto le sembianze del perfido Mr. Nick. Sono trascorsi i secoli e, nel momento in cui ha trovato il vero amore, il Dottore ha stipulato un nuovo patto con Mr. Nick il quale vuole che Valentina sia sua al compimento del sedicesimo anno di età. La data è ormai prossima.
Seguire questa storia è come proiettarsi all’interno di un’esperienza onirica nel vero senso del termine. Impossibile perdere l’occasione di poter parlare con il regista autore dei leggendari Monthy Pyton e di altri film cult quali ‘Brazil’, ‘Brian di Nazareth’ e ‘Tideland’, tanto per citarne alcuni.
Camicia sgargiante e bizzarra, che sembra racchiudere i deliri onirici dei suoi film, Terry Gilliam e’ sbarcato oggi all’Auditorium per il suo “Parnassus-L’uomo che voleva ingannare il diavolo”, che presenta insieme all’attrice Lily Cole e ai produttori. Non puo’ non ricordare l’attore protagonista del film, Heath Ledger, morto a 28 anni durante le riprese, finito di girare con tre grandi divi amici intimi di Ledger, Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, che interpretano il ruolo dell’attore di origini australiane, su cui tutto il film e’ costruito. “Heath era una persona straordinaria come uomo, attore e amico, era pieno di vita, di energia, intelligenza, ironia, anche con un pizzico di cattiveria. Abbiamo potuto vedere solo una parte di quello che poteva darci. Era cosi’ saggio, sembrava più vecchio, pensavo che avesse sangue aborigeno, e’ scomparso giovane ma forse aveva 263 anni. E’ stato questo ricordo unico che ci ha costretto a finire questo film. E Johnny, Colin e Jude sono venuti in nostro aiuto. Colin aveva detto che era come se Heath fosse presente. E’ stata una prova dell’amore che lo circondava e del rispetto”. E continua: “Heathe rideva, ci dava sempre un senso di sorpresa straordinaria. Ci sorprendeva. Sempre con dei trucchi, ogni momento voleva scoprire qualcosa di nuovo. Ma lavorava sempre nell’ambito del personaggio, non era mai fuori luogo, sapeva diventare un personaggio camaleontico, abilissimo nel cambiare accento, passare dal cockney all’australiano, per farne un complesso personaggio diverso a seconda della sua forza seduttrice. Ecco perchè tre attori, ognuno per ciascuna delle sue trasformazioni. Quando fa il seduttore, come Casanova, tira fuori tutti il fascino che e’ in lui”. Se il Festival del film di Roma dedica a Heath Ledger una retrospettiva di una serie di corti inediti girati dall’attore come regista, Terry Gilliam ne ricorda proprio questo talento: “Volevo che il film fosse di Terry e Heath, suo come co-regista, per quanto lui fosse presente nella lavorazione. Era come se Heath mi costringesse a fare un film migliore di quello che doveva essere. Faceva gia’ lavori da regista, si impegnava moltissimo su questa passione di regista, ma non la vedremo mai concretizzata purtroppo”.
Difficile condensare la storia di questo spettacolare e funambolico film, che condensa suggestioni faustiane, shakespeariane, e ovviamente spunti borderline delle favole dei fratelli Grimm, piene di situazioni tragi-comiche. Il dottor Parnassus che fa il patto col diavolo, il dono di realizzare tutti i sogni, uno specchio magico Imaginarium, una figlia, Valentine, sull’orlo dei sedici anni e premio che vuole riscuotere il diavolo e Tony, grande seduttore e incantatore che gioca un ruolo chiave per far vincere al dottor Parnassus la sua scommessa col diavolo e salvare la figlia. Tutto ruota intorno a Tony, Heath Ledger/Depp/Law/Farrell. “Il personaggio di Tony gli assomiglia molto, e’ vivo e seduttore magico come Heath”, dice Gilliam. “Il bello dello specchio e quindi del cinema e’ che ci permette di fuggire dal nostro mondo, ogni volta che si attraversa questo specchio non sappiamo cosa accadrà. Ed e’ questa la magia dell’esperienza. Oggi questo tipo di esperienza non la vedo nei film, dove ci sono sempre gli stessi personaggi che fuggono negli inseguimenti o che corrono tra le esplosioni. Io cerco di dare gioia, di restituire quello che provavo quando ero bambino”. Dopo la morte di Heath non e’ stato cambiato nulla del finale: “Non abbiamo cambiato nulla del copione, quello che accade a Tony coincide con la sceneggiatura originaria. Mentre giravamo Christopher Plummer (il dottor Parnassus, ndr.) non se la sentiva di dire la battuta sul mondo dei morti, aveva visto il destino di Heath ed era troppo scosso. Ma eravamo convinti di non dover cambiare nulla nelle battute, nelle scene, nelle idee perche’ quella era l’idea che avevamo io e Heath del film”. Sul coinvolgimento degli altri tre attori: “Johnny doveva essere il primo, sapevo che se Johnny l’avesse fatto allora avremmo intrapreso la strada giusta. A Jude avevo gia’ parlato dell’idea del film, quindi avevo gia’ pensato a lui, per Colin era perfetto il finale, lui aveva l’aspetto cattivo giusto, lui e’ il più dark”. Sulla candidatura di Tom Cruise per il ruolo di Tony, spiega Gilliam “siamo stati contattati dai suoi agenti, Quella di Tom era una generosa proposta. Ma lui non era amico diHeath e io volevo lavorare solo con persone che lo conoscevano bene. Ho preferito non accettare”. “All’inizio si pensava a uno o due attori – continua Gilliam – poi tre. La sfida e’ stata quella di lavorare con attori di gran talento tutti volevano completare per amore di Heath”. E afferma: “Gli attori hanno destinato i proventi del loro compenso all’eredita’ di Heath”. E se nel film si avverte molto una atmosfera da anni ‘60, Gilliam dice: “Sono un prodotto degli anni 60, e’ il momento in cui cominciavamo a scoprire che le droghe permettevano certe esperienze, quando scoprivamo le filosofie indiane, e’ stato un momento vitale vibrante”. Oggi cosa la emoziona: “Leggo, leggere e’ ancora un’esperienza straordinaria, perchè il libro e’ la visione del mondo unica e non collettiva, le storie sono importanti, e’ quello che ci fa vivere, fantasia significa raccontare una storia”.
‘Le Concert’ di Mihaileanu è invece a metà tra la commedia ed il drammatico, in cocktail perfetto per un’opera davvero ben fatta che affronta il tema della politica nella vecchia Unione Sovietica e che ironizza e ridicolizza il vecchio, fallito ed ormai superato comunismo. Sue queste basi si dipana la storia di un geniale direttore d’orchestra russo che durante il governo di Breznev cacciato dal Bolchoi per aver preso le parti dei suoi musicisti giudaici e visti molti di loro essere imprigionati e morire nei terribili Gulag, trent’anni dopo decide di prendersi il meritato riscatto a Parigi, escogitando un piano folle che si rivelerà però inaspettatamente efficace. Divertente e al tempo stesso commovente merita di essere visto per passare un paio d’ore in tranquillità e per imparare alcune di quelle cose, che non tutti hanno il coraggio di raccontare così palesemente, sui gravi danni combinati dalla Russia comunista.







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Il più bel film che abbia mai visto.